IMOLA – La 52ª edizione del Giro dei Tre Monti forse si correrà. Questa la bella notizia, per tutti i podisti della Regione e non solo, uscita dalla riunione del Consiglio Direttivo del comitato organizzatore, andata in scena martedì sera. L’emergenza sanitaria ha logicamente fatto saltare tutte le gare su strada da febbraio ad oggi, ma i primi passi mossi timidamente altrove, il miglioramento della situazione epidemiologica e soprattutto un protocollo (aggiornato) pubblicato dalla Fidal per questo tipo di manifestazioni, ha convinto Marino Casadio e i suoi collaboratori a provarci.

Date e formula

La data prescelta sarebbe quella di domenica 18 ottobre, naturalmente con partenza e arrivo all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari e i 15 km e 300 metri del percorso ad “allungarsi” sul saliscendi dei Tre Monti. Rispetto agli accordi iniziali presi con Formula Imola già l’anno scorso, è subentrata però la lieta sorpresa del ritorno della Formula 1 in riva al Santerno, quindi gli organizzatori della corsa podistica dovranno in primis capire se la struttura per il 18 è ancora disponibile (in programma alcuni lavori pre Gran Premio) o, in caso contrario, provare lo spostamento al 25 (molto a ridosso però dell’appuntamento iridato). Certo restano tante incognite, dal sostegno degli sponsor tradizionali (ancora tutto da valutare) finanche al via libera da parte delle autorità (non scontato in tempi di Covid-19), ma la Tre Monti fa davvero parte del Dna della città e la sua disputa (saltata solo nel 1985 per problemi economici) sarebbe oggettivamente vista da tutti come un segnale di “ripartenza”. A maggior ragione considerando che per quella data la città avrà anche il nuovo Sindaco. Certo il protocollo della Fidal impone alcuni limiti e l’intento dell’organizzazione, supportata dall’Atletica Imola del presidente Massimo Cavini, è di muoversi strettamente all’interno di esso. La gara, quindi, sarà a cronometro, con scaglioni di 50 partecipanti e partenze ogni 3’ e il tetto dovrebbe essere fissato a 500 iscritti, quindi 10 scaglioni (ben lontani insomma dal record di 5.200 della corsa). Scartata la possibilità, concessa dal regolamento, di utilizzare gli scaglioni da 200 atleti (partenze ogni 5’), perché in questo caso l’uso della mascherina è obbligatorio per i primi 500 metri di corsa e la situazione diventerebbe difficile da gestire. Gli atleti dovranno indossare la mascherina fino al momento della partenza e durante la gara dovranno mantenere un distanziamento laterale di almeno un metro a destra, un metro a sinistra e circa 5 metri frontali dal corridore che li precede. Insomma, non sarà facile o scontato, ma il Giro dei Tre Monti il prossimo 18 ottobre potrebbe davvero tornare a “colorare” l’autunno imolese.

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