Poca sicurezza a bordo delle navi: a Ravenna, record di infrazioni

RAVENNA – Ben 800 infrazioni rilevate nel corso di 80 ispezioni effettuate dall’inizio dell’anno ad oggi: come dire che la Capitaneria di Porto, quando sale su una nave, può aspettare di trovarsi una decina di irregolarità. Tante. Statisticamente è il dato più alto in Italia secondo quanto riporta il comando ravennate della Guardia costiera.

Ad occuparsi dei controlli è il nucleo Port State Control. Nei casi più gravi le navi sono state sottoposte a fermo amministrativo: è successo in 15 casi in cui le lacune di sicurezza erano così profonde da dover re-ispezionare la nave prima della sua partenza. In queste situazioni, le imbarcazioni, soggette a provvedimento di detenzione, non possono riprendere il mare fino a quando le azioni correttive intraprese non siano appurate conformi alle convenzioni internazionali. Solo negli ultimi due mesi 5 navi non hanno potuto riprendere la navigazione, essendo state dichiarate gravemente sotto gli standard ed una di esse, avendo ricevuto tre fermi amministrativi negli ultimi due anni è stata sottoposta a provvedimento di bando. Con questo atto i militari hanno comunicato a tutti i porti della comunità europea che tale unità non potrà accedere in nessuno di essi, in quanto non affidabile e potenzialmente rischiosa per la salvaguardia della vita umana in mare e per l’ambiente marino.

Attualmente nel porto di Ravenna risultano detenute due unità battenti bandiera di Malta e del Kazakistan per i gravi malfunzionamenti dei sistemi di rilevazione incendio e della strumentazione di controllo antinquinamento.

Gli ispettori della Capitaneria sono molto attenti anche sul fronte della normativa comunitaria. In questo caso le attività principali vertono sui campionamenti dei combustibili utilizzati dalle navi, sul controllo delle emissioni Co2 prodotte dalle stesse nonché sull’accertamento che gli armatori si siano muniti di certificazioni navali idonee circa i materiali utilizzati per realizzare i natanti, scongiurando quindi la presenza di materiali pericolosi e nocivi come ad esempio l’amianto, nonché per appurare che siano pronte in ogni momento ad essere riciclate, in caso di demolizione, garantendo sicurezza per i lavoratori addetti e per l’ecosistema terreste-marino.

Sul punto la Capitaneria di porto di Ravenna ha rilevato in diverse occasioni gravi irregolarità ambientali che hanno fatto scattare i provvedimenti di fermo nave nonché sanzioni da 10mila a 30mila euro per un totale di circa 100mila euro dall’inizio dell’anno solare.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui