Pizzolante: qualunque cosa serva

Pizzolante: qualunque cosa serva

Adesso è evidente che la “sfiga” coronavirus non è solo italiana. Adesso è evidente che non siamo gli untori d’Europa e del mondo. Adesso è evidente che l’unico modo per combattere è fermarsi. Adesso è evidente che si fermeranno anche gli altri. Dagli americani ai tedeschi ai francesi sino agli inglesi. Adesso è evidente che è con la competenza che si può sopravvivere e poi vivere e poi vincere.

Ma adesso che ci siamo fermati e che per almeno 15 giorni dobbiamo stare fermi e aspettare di vedere i risultati, cosa dobbiamo fare adesso? Dobbiamo tornare a correre!
In avanti. Dobbiamo reimparare a correre in avanti. Negli ultimi anni abbiam corso solo all’indietro. NoWax, no Europa, no Euro, no Ilva , no Tap, no Tav, no lavoro sì sussidi, no appalti, no competenze.
Adesso è chiaro che queste robe erano, sono, tutte gigantesche stupidaggini.
Allora, per tornare a correre, in queste ore, sono urgentissime due cose.
Noi dobbiamo stare a casa e riflettere sulle cretinate che abbiamo bevuto in questi anni e chi governa, a tutti i livelli, deve fare il contrario di ciò che si è fatto sino ad oggi.
Poi, modello Ponte di Genova, per emergenza sanitaria. Va bene il Commissario Arcuri. Pieni poteri (questa volta sì) ad un commissario per affrontare l’emergenza del “ponte” fra gli ospedali e la vita.
Siamo arrivati al punto che se stiamo male, se ci manca il respiro, possiamo non trovare posto in ospedale.
Il commissario deve (come sta già succedendo) “requisire” aziende che producono mascherine e respiratori e quanto altro possa servire, usare ogni mezzo, anche l’esercito (sta succedendo ad una azienda emiliana) per aumentare la produzione.
Può e deve fare ogni cosa per rafforzare il sistema sanitario italiano, già eccellente ma non più sufficiente. Ampliare ospedali, riaprire quelli chiusi.
È poi necessario costruire un ponte fra l’emergenza e il futuro.
Anche qui, con capacità di decisione, da “commissario per il futuro”.
Conte è adeguato? Dobbiamo sperare che lo sia. Non ci sono alternative. Sia adeguata anche l’opposizione. In questa fase ha un potere di condizionamento e di condivisione enorme, se responsabile.
Ma dobbiamo sperare che siano adeguati al tempo che viviamo anche Macron e la Merkel.
Noi dobbiamo garantire, per la ripresa, risorse enormi alle famiglie e alle imprese. Cassa Integrazione per tutti i lavoratori dipendenti, sostegno al reddito per gli autonomi e i professionisti, risorse e stimoli fiscali e finanziari alle imprese, sostegni liquidi alle famiglie. 30, 40, 50, miliardi. E così anche in Francia e in Germania. Cifre pazzesche. E tutti devono farlo, perché, paesi interconnessi, si salvano insieme. Ognuno non può salvarsi da solo.
Ci sono due strade.
Quella fortemente europeista alla Mario Draghi e quella più autarchica, di qualche anno fa, dei paesi del nord Europa e, in parte, dei tedeschi.
Quella nazionalista e sovranista non la cito nemmeno.
Draghi 8 anni fa salvò l’Euro e le economie dei paesi europei dicendo una cosa chiara e definitiva: difenderemo l’euro ad ogni costo, qualunque cosa serva.
La Merkel, spinta dai falchi tedeschi, invece disse: “se ognuno spazza fuori dalla porta di casa, ogni quartiere della città sarà pulito”.
E poi diede il via a 44 aiuti di stato per salvare le proprie banche. Rigorosa con gli altri e un po’ meno con se stessa.
Ce lo ha ricordato Federico Fubini sul Corriere.
Oggi in Europa si sta giocando una partita simile. Siamo di nuovo sotto schiaffo. Questa volta ancora di più. Molto di più.
Allora o passa la linea dell’Italia e di Macron, per una risposta globale europea o saranno guai.
Bisogna dire ancora una volta: qualunque cosa serva.
Sostegno finanziario senza limiti, ma fortemente mirato alle famiglie e alle imprese, della Bce, Bond comuni europei, fondi di investimento europei, aiuti di stato europei nei settori strategici, protezione sociale europea. Cose così.
Qualunque cosa serva.

* già parlamentare

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