two Euro banknotes

Come ha spiegato Federico Fubini sul Corriere della Sera, l’Italia, entro il 15 ottobre, deve presentare un documento di cento pagine a Bruxelles, per poter prendere circa 170 miliardi in 3 anni, del Recovery Fund, decisivi per i nostri alberghi, per le nostre industrie, per il lavoro, per le scuole, per la formazione dei ragazzi. Vita o morte. In un Paese che negli ultimi 30 anni è cresciuto meno degli altri e che nei prossimi 3 anni decrescerà più degli altri. Più della Grecia. Serve un piano “dove devono essere indicati progetti precisi e per ciascuno vanno precisati gli scopi, rendimenti attesi, strumenti, tempi di realizzazione, condizioni di cornice, impatti stimati sull’economia”.
Pensate che solo due mesi fa, il Presidente del Consiglio ha nominato la Commissione Colao, per produrre un documento per il rilancio dell’Italia. Decine di esperti e nessun imprenditore. Alla fine però un documento non male, sottoscritto da tutti i membri della commissione, tranne uno, la professoressa Marianna Mazzuccato, da Londra, una signora che parla un italiano con un pessimo accento inglese. Bene, il signor Conte ha buttato nel Tevere il documento Colao e tutti gli esperti per tenersi la sola Mazzuccato, che ha una ricetta semplice, statalizzare tutto.
E come diceva Gaber: “Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto. Minchia. Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini”. Bella ricetta. Il comunismo senza i comunisti, sostituiti dai grillini. I grillini non si pongono tanti problemi, pensano che quei soldi si possono usare per pagare le spese attuali. Prolungare Quota 100, magari, che scade nel ‘21. 10 miliardi l’anno. Reddito di Cittadinanza ad oltranza senza politiche attive per il ricollocamento al lavoro. Oppure per statalizzare strade, banche, Ilva. Con manager indicati dal Fatto Quotidiano. O da Di Battista.
È chiaro che se vai così da Rutte, il leader olandese, il destino del negoziato è compreso nel suo cognome. Eppure, un paese più serio, avrebbe argomenti per dire al signor Rutte che, se vuole accedere ai Recovery Fund, lui, deve spegnere il paradiso fiscale che ha in sè. Invece ci facciamo insultare.
Non abbiamo un piano per prendere e spendere bene i Recovery Fund, due terzi sono a fondo perduto, una manna dal cielo, non abbiamo un piano per prendere e spendere bene i soldi del Mes. Anzi non li vogliamo.
Quando ad Ottobre, speriamo di no, dovessero ritornare situazioni di contagio paragonabili a quelle di due mesi fa e il signor Conte, con un Dpcm, dovesse ordinarmi di chiudere l’ufficio o non fosse in grado di mandarmi una infermiera, per farmi un tampone, lo vado a prendere con il forcone. Senza mascherina.
Questo è! Pensate che così ci salveremo? Aspettiamo il ritorno di Di Battista? Paragone ministro dell’economia?
Immaginate invece un governo serio.
Con Draghi che va a parlare a Rutte e alla Merkel. Con Bonaccini che si occupa delle regioni. Con Zaia che gestisce la sanità. Con Cassese che fa la riforma della Pubblica Amministrazione. Con Panebianco ad occuparsi delle riforme istituzionali per riequilibrare i poteri, legislativo, esecutivo, giudiziario. Con Emma Bonino alla giustizia.
Con Calenda all’industria, così torna a fare quello che sa fare. Con la conferma della Bellanova. Chiudo gli occhi, stringo i denti, mi turo il naso, visto che vuol fare il democristiano, anche Di Maio. Non so dove, ma si potrebbe accettare, visto i numeri necessari in Parlamento.
Le risorse le avremmo. Serve un piano.
Per tre anni. Poi ognuno sta a casa sua.
Senza lockdown.

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