Pizzolante: l’immigrazione ci travolgerà, forse

Pizzolante: l'immigrazione ci travolgerà, forse

Faccio una fatica immane a guardare le trasmissioni televisive che parlano di migranti con superficialità, strumentalità, ignoranza, viltà. Così i politici, così i giornalisti. Così anche i “leoni”, i “politologi”, i “retroscenisti” in franchising, che circolano sui social, vendendo fake confezionate da altri. Ma ormai è diventato difficile anche fare una cena con gli amici, persone che conosci da una vita, con le quali hai condiviso idee, visioni, impegno politico. Sempre più può capitare che uno ti dica: “sì ok, però, troppi negri in giro a non fare niente”.

Il dramma è che è volgare, umanamente tragico, insopportabile, anche perché si accomuna il non far niente al colore della pelle, ma vero.
Sì è vero, troppi immigrati, in giro.
600 mila, prima del Decreto Salvini, quasi 700 mila, dopo.
Si può, nello stesso tempo, inorridire per gli istinti razzistici che si diffondono e però considerare esiziale per la tenuta della società odierna, avere circa 700 mila persone in giro, senza controllo, nelle città?
Si può, si deve.
Ma allora bisogna aprire gli occhi. Bisogna capire davvero cosa sta succedendo. Bisogna volere davvero una soluzione. Allora, si guarda la televisione e quando appaiono, per esempio, un Mario Giordano o un Maurizio Belpietro o un Del Debbio, bisogna cambiare subito canale. Loro non vogliono far capire le cose. Non vogliono risolvere, loro vogliono il caos, perché operano in uno spazio di mercato televisivo, alimentano paure, rabbia, fanno crescere gli ascolti, riempiono il loro conto corrente. Sono una “cooperativa”, all’incirca. Vale lo stesso per i politici, da un Capezzone, sino ad un Salvini. Spazi di mercato politico. Cambiate canale. Vale, però, attenzione, anche per una Boldrini o per un Fratoianni. Sono sul versante esattamente opposto. Solidarietà senza ragionamento. Senza soluzioni. Cambiate canale.
Qual è la realtà? Fra 30 anni saremo quasi 10 milioni in meno in Italia e oltre 50 milioni in meno in Europa. E in Africa si passerà da 1.2 miliardi di persone a 2.5 miliardi. E questa crescita esponenziale, a parità di risorse, porterà a più fame e più guerre e più migranti. Saremo travolti!
Ma in televisione il dibattito è: “da quando non c’è Salvini quante persone in più sono entrate in Italia?”. Che miseria!
Bisogna leggere invece il reportage in Turchia e Grecia di Federico Fubini del Corriere della Sera: “Nell’estate i nuovi rifugiati sono almeno 25 mila nelle isole greche… Il centro di Lampedusa è di nuovo al limite della capienza. La procura di Palermo indaga sulle torture che i migranti subiscono in Libia… nel campo di Lesbo… Najah Khafaji si muove in sedia a rotelle, senza una gamba… fuggito dall’Isis in questa babele di profughi e non tornerebbe mai indietro… afghani… il campo per loro ha dato una coperta e un pezzo di strada… un ragazzo di 15 anni… gli hanno ucciso il padre… Le condizioni sanitarie sono al limite, scabbia e tubercolosi che possono degenerare epidemie in ogni momento, il cibo è scarso”.
Un girone dell’inferno.
E noi parliamo di “crociere” e “pacchia”.
Capito? Sono stati fatti errori di valutazione nel passato? Sì certo. Si possono risolvere con gli orrori di Salvini? No!
Può risolverli solo l’Italia? No!
Sono problemi facili da risolvere? No!
Soprattutto se guardiamo Giordano, Belpietro, Boldrini e Fratoianni e Salvini. Votando di conseguenza. Diventa più difficile assumersi responsabilità, in questo clima.
Serve tempo.
Serve una politica europea.
Servono corridoi umanitari, accordi e investimenti cospicui in Africa, per limitare le partenze e per i rimpatri. Progetti di integrazione seri.
Una lunga traversata. Una nuova consapevolezza.
Altrimenti saremo travolti.
(*) già parlamentare

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