Pizzolante: i curdi e la fine dell’America

Pizzolante: i curdi e la fine dell'America

Siamo nati e abbiamo vissuto con il mito americano. Anche quelli che avevano la testa, un po’ brilla di ideologia, a Mosca, in realtà, avevano il cuore a New York! Le sezioni del PCI, la musica americana. E il cinema. Si gridava, “go home yankee”, nella “sporca guerra del Vietnam”, come ci ha ricordato Panebianco sul Corriere della Sera, ma poi si ballava il rock’n’roll! Non ci piacevano “i gendarmi del mondo”, ma in cuor nostro sapevamo che di qua del Muro di Berlino era molto meglio e ai pazzi e ai criminali sparsi per il mondo ci pensassero loro, a noi le marce per la pace. ggi, in epoca di sovranismo, di America First, di prima gli italiani, gli yankee, tornano a casa. E sono guai! I Turchi di Erdogan, occupano il territorio Curdo, uccidono le belle e coraggiose ragazze curde.

Ragazze senza velo, fiere, che sognano una patria, la democrazia, la libertà. Che hanno combattuto per noi contro i pazzi e i criminali dell’Isis. Ragazze amiche di un Occidente che si sta rivelando il loro nemico finale. Che le tradisce e le lascia nelle mani di un pazzo criminale. Ragazze amiche dell’Europa che si rivela un nulla politico. Una potenza imbelle. Grassa ed impotente. Dove paesi ricchi, come l’Italia, la Germania, la Francia, litigano per la redistribuzione di qualche migliaio di migranti, con la paura, anche, che qualche combattente Isis, sfuggito dalle carceri curde, possa imbarcarsi su un barchino. E non vedono il dramma di una guerra che combatte chi ci difende dai pazzi. Piangiamo le stragi in casa nostra, alziamo i muri e le barriere nelle nostre feste e rimaniamo quasi impassibili mentre muoiono coloro che ci difendono da quelli che fanno le stragi.
Adesso diciamo che dobbiamo bloccare l’esportazione di armi alla Turchia! Certo, ci mancherebbe! Ma che cosa significa? Hanno già abbastanza armi per sterminarli tutti i curdi. E per liberare tutti i combattenti islamici.
E prima l’America e prima gli italiani, in Afganistan, porterà alla vittoria dei Talebani.
E prima l’America e prima gli italiani, porterà tutti i capi e i cittadini dei paesi e dei territori e delle comunità amiche a non fidarsi più degli “amici”, che si dimostrano traditori inaffidabili.
Prima l’America, prima gli italiani, esalta il ruolo e la forza di tutti i leader dispotici del mondo.
I muri che alziamo per la nostra sicurezza saranno di carta velina, perché noi stiamo alzando le acque dello tsunami che ci travolgerà.
E quelli che non vogliono alzare i muri, le sinistre più ideologiche che avanzano contro i sovranisti, quelle che una volta marciavano per la pace, oggi sono nei ministeri. Nei grandi consessi internazionali. Al massimo vanno in piazza a prendere lezioni da una bambina di 16 anni. Non hanno proposte serie da fare. Non vogliono Trump, ma non hanno il coraggio di dire che bisogna combattere, con ogni mezzo, a fianco delle ragazze curde. E in Europa vogliamo mandare a casa gli Yankee, ma rimanere nei nostri salotti. Senza il coraggio di dire che i turchi vanno cacciati dall’Onu e isolati, che bisogna combattere con quelle ragazze e per la nostra sicurezza. Che bisogna avere una politica estera unica europea, un esercito europeo, guardia costiera europea. E senza il coraggio di scendere in piazza, per una volta, dalla parte giusta. Non contro i gendarmi, ma contro i criminali
Ma non lo faremo. E vinceranno i Trump di tutto il mondo.

*già parlamentare

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