Al netto di 5 miserabili piccoli uomini che hanno intascato i seicento euro per le partite Iva, sento il bisogno di spiegare perché è necessario votare no al referendum per il taglio dei parlamentari. E perché non sono d’accordo con il Presidente Bonaccini. Perché bisogna difendere il Parlamento, nonostante la pochezza di alcuni parlamentari. Perché è ora che il Paese dia una prova di maturità, dopo l’ubriacatura iperpopulista degli ultimi 10 anni. È ora di rivolgersi al Paese con un discorso di verità.

La verità è che non siamo di fronte ad una riforma del Parlamento e delle regole della democrazia, cosa urgente e necessaria. Per rafforzarla, per avere parlamentari migliori, in un’epoca di populismi e sovranismi. Non si riducono i parlamentari per far funzionare meglio il Parlamento, ma per sfregiarlo! Per dimostrare che non serve, per affermare che quello è il luogo del malaffare, dei ladri. Tutti. Non correggiamo i difetti della democrazia, se si è succubi dell’idea che la democrazia è il difetto.
De Gasperi, Einaudi, Nenni, ma anche Togliatti, si rivoltano nella tomba.
È una legge che non cambia il Parlamento perché continueranno ad esserci Camera e Senato, che faranno le stesse cose di oggi. Ma sempre peggio, con ancora meno potere e forza e autorevolezza, con i partiti più grandi (e senza democrazia interna) che avranno gruppi più piccoli e più controllabili dal capo, burattini con i fili, con i gruppi più piccoli che spariranno, con meno rappresentanza sui territori, con territori senza rappresentanza. Avremo così il Paese con la più bassa rappresentanza parlamentare fra i Paesi europei (per numero di abitanti) e con il più alto voto ai partiti populisti.
È il trionfo del filosofo Rousseau! Tragedia. La sostituzione del Parlamento con le sue caricature, le piattaforme Rousseau. Farsa. Il “popolo” e un “ministro” che amministra in nome del “popolo”.
Un Giuseppi, questo o un altro, che con Dpcm, non solo ci dice come comportarci, cosa ci è consentito e cosa no, ma, magari, decide anche i tempi e i modi delle statalizzazioni, dei Decreti Dignità, del blocco dei licenziamenti che aprono ai fallimenti.
C’è di più, se il Parlamento non viene riformato con serietà ma solo tagliato a fette per esibire lo scalpo del parlamentare, per dimostrarne la inutilità, in Parlamento entreranno solo i peggiori. Perché i migliori non saranno disponibili ad essere tagliati a fette.
Però sono troppi lo stesso, si dice. Va bene. Ma il Parlamento non funziona perché sono in troppi, ma perché in troppi fanno la stessa cosa. Cioè, 630 deputati fanno una legge, poi 315 senatori la rifanno e così la legge torna ai deputati e poi di nuovo ai senatori. La legge Demagogia e Truffa, cambia questo gioco al ping pong? No!
La riforma giusta è evitare il ping pong. Una sola Camera! Nuovi regolamenti, Parlamento più funzionante. Parlamentari migliori. Questa riforma vera è stata bocciata con un referendum! Adesso, sempre con un referendum, si vuole confermare una riforma truffa.
Governatore Bonaccini, non si può fare. Ti abbiamo aiutato a sconfiggere i populisti per vincere il populismo. Sempre. Di destra e di sinistra o di nulla.
Capisco che non è facile, so bene che è un argomento molto impopolare. Ma se si vuol essere leader riformisti bisogna vincere la demagogia. Quindi, non si aderisce ad un plebiscito contro il Parlamento. Si pretende, invece, una riforma che lo migliori al posto di una legge truffa che lo peggiora, per dimostrarne l’inutilità. È quello che vogliono fare i populisti. Perché vogliono parlare direttamente con il “popolo”.
Per fregarlo meglio. Come è sempre successo nella storia.
Caro Bonaccini, non è questo un dettaglio, un giocare alle regole in tempo di crisi, fra i problemi veri. Non è così.
Senza albero non nascono le mele. Ma solo erbacce.

Argomenti:

referendum

taglio parlamentari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *