Più soldi per dragare, appello da Cesenatico per il Recovery fund

Per il dragaggio i soldi non bastano, la richiesta è che si faccia riferimento alle risorse del Recovery fund per un piano straordinario a favore di tutti i porti regionali. Cesenatico saluta con favore i 160 milioni di euro stanziati per il dragaggio di un porto a valenza nazionale come quello di Ravenna attraverso il Recovery fund, ma evidenzia anche i problemi che affliggono i porti minori.

A valenza regionale come quello di Cesenatico, dove per realizzare il dragaggio completo e profondo del porto canale e della darsena servirebbero 5-6 milioni di euro, in aggiunta a quei 1,1 milioni già stanziati e messo a bilancio per l’autunno. Per questo si fa appello anche qui alle risorse del Recovery fund.

A farsene interprete è il direttore della Cooperativa Casa del Pescatore, Mario Drudi: «Le normative vigenti obbligano a smaltire in discarica i fondami, considerati per la maggior parte quali rifiuti speciali. Questo richiede costi altissimi di trattamento e smaltimento che la Regione Emilia Romagna da sola, pur facendo quel che può con risorse proprie, non è sempre in grado di sostenere. Ora alla luce della strategia del Recovery fund, che si propone una svolta green e ha come obiettivo il risanamento ambientale e un’inversione di tendenza rispetto al tema del dissesto idrogeologico, questo strumento potrebbe essere un’occasione utile per un piano di dragaggio straordinario e sistematico di tutti i porti dell’Emilia Romagna. Un qualcosa di strategico, dato che le risorse disponibili sono quelle che sono È evidente che si avrebbe anche una ricaduta positiva dal punto di vista economico per tutti i porti che sono vie di comunicazione e di lavoro, che prima ancora di avere servizi e strutture a terra debbono essere navigabili. Con i costi richiesti dalle procedure di dragaggio, il milione di euro stanziato dalla Regione per intervenire nel proto di Cesenatico non sarà affatto risolutivo. Servirà soltanto a eliminare le forti criticità presenti».

Con quanto c’è già “in cassa” (1 milione di euro dalla Regione più 100mila euro da parte del Comune) si sarà in grado di dragare il porto per tutta la sua ampiezza per una lunghezza di circa 150 metri lineari. Con probabili differenziazioni della batimetria sulla base dei rilievi fatti e in modo da permettere di arrivare a una profondità attorno ai 3 metri e mezzo in tutte le parti del porto canale.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui