Più di 100 partecipanti alla prima “Pedalata delle stelle”

Si sono dati appuntamento in 105 per pedalare in notturna alla scoperta della nuova Ciclovia della Valle del Santerno. Natura, sport e divertimento al centro della Pedalata delle Stelle, il nuovo format proposto da ExtraGiro e che ha subito trovato riscontri positivi tra i partecipanti che, tra sabato 7 e domenica 8 agosto, hanno pedalato lungo i due percorsi previsti di 68 e 87 km, fermandosi nei 4 punti ristoro allestiti, fino alla conclusione a Mordano dove ad attendere i partecipanti c’erano gnocco fritto, salumi e frutta fresca alla Cà de Borg di Mordano.

Uno scenario suggestivo, da Mordano a Castel del Rio e ritorno, toccando il Parco della Vena del gesso, candidato a diventare sito Patrimonio Unesco, per i gruppi di cicloturisti che hanno scelto di partecipare, con bici moderne e bici d’epoca.
Per tutti gli iscritti, compresa nel pacco gara, la maglia Alé Cycling dedicata all’evento, per pedalare sotto le stelle con l’inconfondibile design dell’azienda veneta leader nel settore dell’abbigliamento per il ciclismo.

La prima edizione è stata molto apprezzata e ha consentito a tutti i partecipanti di vedere da un nuovo punto di vista il nostro bellissimo territorio – ha detto Marco Selleri, direttore ExtraGiro -. Un’iniziativa che riproporremo sicuramente nel 2022, con alcune novità ma con la consapevolezza di poter andare, grazie alla bicicletta, a scoprire scenari mozzafiato come quelli che il nostro territorio riesce a mostrarci“.
La Pedalata delle stelle ha visto il patrocinio dei Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Fontanelice, Imola e Mordano.

Per ExtraGiro, anche la Pedalata delle stelle si inserisce in una progettualità che ha la bicicletta al centro e che punta a valorizzare e promuovere il territorio attraverso la bici e gli eventi sportivi, in linea con quanto già portato avanti in questi anni dal gruppo nato dalla collaborazione tra Nuova Ciclistica Placci 2013, presieduta da Marco Selleri, e Communication Clinic di Marco Pavarini.

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