Se per le gallerie ci vogliono i vigili del fuoco a portata di mano, per i piloni dei viadotti come si potrebbe fare? Perché l’impressione che almeno alcuni piloni sul greto del Savio non poggino su buone fondamenta viene spontanea, a guardare immagini scattate di recente. Qualche rassicurazione di tecnici competenti non guasterebbe.

Tra natura selvaggia, qualche pozza d’acqua e qualche cascatella, l’alveo del Savio ospita anche in alcuni tratti basamenti e piloni della E45, ma la loro situazione desta preoccupazione.

Occorrerebbero come minimo verifiche e probabilmente seri interventi di manutenzione, se non veri e propri progetti di ripristino e manutenzione straordinaria.

Bisogna però sperare che Anas mandi richieste di autorizzazione e progetti ai Comuni giusti e non succeda come nel caso dei lavori per la ex 3-bis Tiberina nel tratto toscano, per i quali è stata domandata l’autorizzazione non al Comune di Pieve Santo Stefano, ma ad un altro con un nome affine, con inevitabile ulteriore ritardo nell’avvio dell’intervento.

Pilone E45 in condizioni pessime

Tornando alle condizioni preoccupanti nella zona sotto il viadotto accanto a un tratto di fiume tra Mercato Saraceno e Sarsina, si vede il basamento dei piloni ormai notevolmente scalfito ed eroso. L’armatura in ferro del basamento su cui poggiano i piloni è chiaramente “in bella vista” ed anche il calcestruzzo sottostante è in gran parte eroso e sbriciolato; la “gabbia” di ferro si sta svuotando. L’azione dell’acqua in occasione delle piene, a questo punto, non ci metterebbe molto a peggiorare ulteriormente la situazione.

Pasticcio per la ex Tiberina

A proposito di E45 e dintorni, come detto, è del tutto curiosa la vicenda dei lavori di sistemazione della strada alternativa alla superstrada, chiusa al transito da oltre vent’anni. L’inizio lavori era previsto per metà luglio, secondo quanto comunicato dall’assessore regionale toscano alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli. Ma la richiesta di approvazione del progetto per la vecchia ex Tiberina è stato inviato da Anas all’indirizzo Pec di un altro Comune, e non di quello del Comune di Pieve Santo Stefano (probabilmente un altro “Pieve”) e ora si spera che tutto ciò non comporti ulteriori ritardi.

In Toscana i 6 chilometri di ex Tiberina sono stati divisi in due stralci: per il primo, lungo 1.185 metri, si prevede una spesa di 2 milioni e 175.000 euro; per il secondo, di 3.535 metri, è previsto anche il ripristino dei ponti e il costo potrebbe quindi lievitare. L’Anas è poi impegnata a riprendere in carico la gestione della strada, attualmente comunale. Per il tratto romagnolo non ci sono invece novità.

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