Il mio rapporto con il complottismo ha a che fare con la curiosità… e la creatività. Il fenomeno mi interessa. Ogni tanto sull’argomento parlano gli esperti… e a me piace prendere appunti. I concetti che ho imparato al riguardo sono secondo me interessanti. In primis, tutto questo complottismo è una caricatura della razionalità. Abbiamo infatti bisogno di creare l’idea del complotto per muoverci all’interno di una complessità che non capiamo.

Il nostro cervello è costretto a fabbricare il falso proprio per difendersi… e difenderci. Quindi non è una questione di essere scemi: abbiamo bisogno di cercare di sopravvivere. Il complottismo è figlio di questo bisogno e (cosa che credevo) non è una sorta di patologia.
D’altronde ci rendiamo tutti conto che abbiamo l’abitudine di costruire continui ricordi falsi: è una nostra necessità. Modifichiamo i nostri ricordi per fare in modo che il nostro passato non sia contraddittorio con la nostra attuale personalità, evitando così di entrare in un cortocircuito, nei casi in cui la personalità che ci siamo costruiti non combaci con le vicende che abbiamo vissuto.
La conclusione di questi ragionamenti/appunti è affascinante: il falso è stato creato per farci stare bene. La storia è piena di falsi non solo a causa del complottismo, ma anche per aiutarci a capire meglio. Abbiamo bisogno infatti anche di avere delle visioni romantiche di quello che è successo… quindi romanziamo il nostro passato per nostra comodità e beneficio.
Nel film del 1995 Braveheart di Mel Gibson, vincitore di 5 Oscar, si narrano le epiche vicende del popolo scozzese nel XIII secolo. Le necessità romantiche hanno costretto l’autore ad alcuni cortocircuiti storici che hanno messo in fermento molti critici. Infatti, con il lodevole obiettivo di dare enfasi al senso di nazionalismo scozzese, sono stati inseriti nel film due elementi improbabili: il kilt e le cornamuse, che al tempo ancora non esistevano.
Sempre a proposito di miti da sfatare, tirerei in ballo i Cosacchi. I Cosacchi sono quella popolazione (non è un’etnia, ma un popolazione formatasi da bande di mercenari meno di 2.000 anni fa) che, per vicissitudini storiche, si è trovata a far parte prima del Grande Impero sotto la Zar russo, poi sotto il Comunismo di Lenin e Stalin. Negli anni della Guerra Fredda, era famosa la frase “Se passa il Comunismo, ci troveremo i Cosacchi ad abbeverare i loro cavalli nella Fontana di Trevi” (frase, sembra, attribuibile a San Giovanni Bosco).
La metafora, azzeccatissima sul piano della comunicazione, presenta anche qui un cortocircuito storico. Nel libro “Le favole e la politica”, del nostro illustre concittadino Stefano Pivato ci ricorda che i Cosacchi sono sempre stati nemici della Russia Comunista e sono stati vittime degli stermini etnici stalinisti. Hanno addirittura stretto alleanza con Hitler nel tentativo di invasione nazista in Russia.
Malgrado tutto questo, il mito dei Cosacchi è stato usato da Stalin per alimentare il mito del coraggio e il mito rurale della grande Russia. Quindi in sintesi, “mentre il regime sovietico procedeva alla loro eliminazione, sul piano propagandistico continuava a esaltarne il mito romantico”.
Dai, lo sappiamo: le fake news non sono un’invenzione dei nostri giorni.
E a proposito di questi nostri giorni, il complottismo attorno al Coronavirus si sta nutrendo alla grande. Ce n’è di tutto e di più. Ma è sempre stato così. E dalla creazione di Internet in poi, la proliferazione è stata esponenziale.
Anni fa mi incuriosì molto lo scenario occulto/esoterico della questione della Tav in Val di Susa. Provate a fare una ricerca sul web e scoprirete, casomai non lo sapeste già, che la TAV è frutto di un disegno malefico, per colpire a morte quello che è il maggiore chakra (nodo energetico) del nostro continente. La teoria è semplice: attraverso la costruzione di tunnel, le forze del male vogliono inserire barriere di piombo e amianto con il fine di interrompere la linea retta energetica del bene che dall’Abbazia di Mont Saint Michel passa dall’Abbazia di Val Susa, dal Santuario di Monte Sant’Angelo sul Gargano, per arrivare (almeno così mi sembra) a Santa Sofia a Istanbul.
Ma la Val di Susa non è arida di sorprese. Accanto all’Abbazia si erge per oltre mille metri il mitico Musimè, un vulcano a riposo, luogo di alieni, lupi mannari e leggende misteriose (tra cui l’esilio di Erode) che gli è valso l’ambito titolo di montagna più misteriosa d’Italia. D’altronde, non c’è da stupirsi: siamo appena a 20 km da Torino, città del triangolo della magia nera, con Lione e Ginevra.
Vogliamo poi parlare dell’11 Settembre, dove le teorie esoteriche della lotta del bene contro le forze del male hanno invaso anche i media generalisti? Ricordate le foto delle Torri Gemelle dove dalle fiamme si intravvedevano i peggio demoni?
Il complottismo esoterico non ha risparmiato neanche il marketing. Gli esempi non li faccio, ma vi consiglio di “cazzeggiare” in rete per scoprire che c’è chi riconduce marchi prestigiosi o alla venerazione per Saturno, divinità crudele e oscura, o alla simbologia massonica, etc.
Per me che da ragazzo ho letto due volte “Il Mattino dei Maghi”, tutto questo è massima goduria.
Beh, che c’è di male? C’è chi guarda gli horror, chi segue Gomorra… Invece a me piace il realismo fantastico.

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