Piccole visite poetiche a Parma per adulti ma con occhi da bambini

Cosa guardano i bambini? Come guardano? E, soprattutto, il loro sguardo può farci vedere cose che non avevamo visto? Proprio per rispondere a queste domande nasce Piccole guide poetiche, un progetto ideato dall’attrice e autrice Beatrice Baruffini e organizzato dall’Associazione Micro Macro con il contributo di Fondazione Cariparma, per offrire a un pubblico adulto la possibilità di esplorare alcuni luoghi simbolo della città di Parma attraverso gli occhi di bambini e bambine tra gli otto e i dieci anni, che saranno protagonisti di un’azione scenica in forma di visita guidata, elaborata grazie a una pratica teatrale di ricerca che vede al centro la voce e il linguaggio dell’infanzia.

Il 21 e 22 maggio e il 18 e 19 giugno 2022, i visitatori potranno accedere a due diversi percorsi condotti dai piccoli esploratori ed esploratrici: a maggio sarà possibile visitare la Galleria Nazionale, all’interno del suggestivo Complesso Monumentale della Pilotta, mentre a giugno ci si addentrerà nel pittoresco quartiere Oltretorrente, in particolare nel cuore di una delle sue strada più significative, via Imbriani (fino a Piazza delle Barricate, di cui quest’anno ricorrono i cento anni), che i bambini hanno indagato e vissuto, esplorandone la memoria e intervistandone gli abitanti attraverso una relazione poetica e teatrale. Affidare all’infanzia il compito di rivisitare un luogo può condurci ai suoi anfratti più reconditi. Può farceli guardare come non li avevamo mai visti prima. Il loro unico, vivo sguardo sulle cose, il loro essere attratti da ciò che non è convenzionale, la loro straordinaria potenza espressiva può aiutarci a ridisegnare un mondo, che abbiamo ancora voglia di esplorare e del quale, come adulti, abbiamo necessità di ritrovarne l’incanto.  

“Da qualche tempo, come autrice di teatro, ho iniziato una ricerca linguistica, artistica e di pensiero legata all’infanzia per un pubblico adulto.” – ha dichiarato Beatrice Baruffini – “Ci rivolgiamo ai bambini perché crediamo che il loro non-sapere così destrutturato, ingenuo, romantico, ma anche crudele e spiazzante, i loro pensieri così profondi e mai banali, possano aiutarci ad avere una più ampia comprensione del mondo. I loro occhi guardano e le loro menti pensano secondo una coerenza poetica che aspetta solo di essere tirata fuori, con cautela, facendo attenzione che la contaminazione sia di sostegno e non invasiva, sia rispettosa e adultocentrica”. 

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