Transizione verde, resilienza ed evoluzione tecnologica: il cammino green è tracciato nel Piano industriale al 2024 del Gruppo Hera, appena approvato dal Consiglio di amministrazione dell’azienda. Sono questi tre dei pilastri dello sviluppo dell’impresa emiliano-romagnola che decide di accompagnare i territori in linea con le strategie europee e gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. Rientrano a pieno titolo la promozione dell’economia circolare attraverso il recupero, il riuso e la rigenerazione delle risorse, gli interventi per incrementare la resilienza delle infrastrutture, in chiave di prevenzione e mitigazione dei rischi e, più in generale, tutte le azioni per la lotta al cambiamento climatico per la carbon neutrality, puntando su bioenergie e green gas (come biometano, idrogeno e green syngas) ed efficienza energetica. Il contributo alla decarbonizzazione e al risparmio delle risorse si realizzerà anche attraverso la diminuzione dei consumi del Gruppo stesso: al 2024 è prevista una riduzione del 7% dei consumi energetici (rispetto al 2013) e del 17% dei consumi idrici interni (rispetto al 2017). Più in generale, il 60% degli investimenti sarà destinato a progetti coerenti con gli obiettivi europei. Il 42% andrà ad attività in linea con il “Green Deal”, per la riduzione delle emissioni, la carbon neutrality, la resilienza dei business e l’economia circolare. Il restante 18% sarà destinato all’evoluzione tecnologica. Hera punta ad essere la multiutility italiana con l’obiettivo di riduzione più ambizioso, in linea con i criteri di “Science Based Target initiative” (per quanto riguarda in particolare il livello “Well below 2°C”, volto a limitare l’incremento della temperatura terrestre ben al di sotto dei 2 °C), con una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, rispetto al 2019, di oltre il 15% al 2024 e di circa il 33% al 2030, considerando sia le emissioni del Gruppo sia quelle dei suoi clienti, relativamente alla vendita di energia elettrica e gas.

Acqua

In questo settore si sperimenterà, nei bacini di Bubano, nell’Imolese, il progetto “Water FingerPront” con una sorta di impronta digitale dell’acqua che ne monitorerà la conformità. Nel potabilizzatore di Pontelagoscuro a Ferrara si svilupperà un prototipo per togliere i Pfas grazie al grafene. Poi, c’è la lotta alla carenza idrica, estendendo le buone pratiche avviate a Bologna anche nel Ravennate. Nel depuratore di Corticella, a Bologna, si installerà invece un impianto che trasformerà l’energia elettrica in eccesso in idrogeno o gas verde.

Energia

Il futuro sarà nei servizi a valore aggiunto, con proposte complementari per la riduzione dei consumi.

Tra le offerte spiccheranno quelle tarate sulle diverse caratteristiche dei clienti e orientate alla sostenibilità, con sempre più forniture “verdi” (già oggi tutti i clienti retail usufruiscono di energia al 100% da fonti rinnovabili), invio di bollette digitali e iniziative di sensibilizzazione sul risparmio energetico. Hera realizza soluzioni circolari e di efficienza energetica anche nell’ambito dell’illuminazione pubblica: è prevista al 2024 la gestione di 660.000 punti luce.

Rifiuti

Si punta sul ciclo integrato dei rifiuti. Il know-how acquisito con l’impianto di Sant’Agata Bolognese (che da rifiuti organici produce compost e biometano, alimentando la mobilità sostenibile) consentirà di dare vita a nuovi progetti a supporto della transizione verso l’economia circolare.

A Spilamberto (Modena) è prevista infatti la realizzazione di una struttura per la trasformazione dei rifiuti organici in biometano, mentre nella provincia di Pesaro-Urbino verrà costruito un biodigestore anaerobico da rifiuti organici, configurato per la produzione di biometano e compost di qualità. L’idea è di arrivare a produrre oltre 15,5 milioni di metri cubi all’anno di biometano da rifiuti organici, più che raddoppiando l’attuale quantitativo.

Ulteriori sinergie verranno dalla piattaforma ambientale per rifiuti pericolosi e non pericolosi che sorgerà a Ravenna grazie alla nuova società nata dall’accordo con Eni Rewind a novembre 2020. Per le plastiche, la controllata Aliplast estenderà l’impegno nel riciclo, puntando alla vendita di circa 110.000 tonnellate di plastiche riciclate al 2024 (+20% rispetto al 2019 e +83% rispetto al 2017), sia incrementando la capacità impiantistica, sia entrando nel recupero delle plastiche rigide, con la realizzazione in Emilia-Romagna di un’innovativa struttura per la produzione di polimeri riciclati di alta qualità, grazie alla partnership siglata a ottobre 2020 con NextChem, società del Gruppo Maire Tecnimont. Per la gestione dei servizi di rifiuti solidi urbani, l’azienda ritiene di arrivare a servire 2,5 milioni di cittadini, arrivando al 75% di differenziato nel 2024.

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ambiente

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