Pia Lucia Baldisserri, prima cesenate della storia alle Olimpiadi

SAMUELE CAMPANA

Con le Olimpiadi di Tokyo alle porte Cesena ripercorre la sua storia a 5 cerchi e lo fa partendo da… La sua prima partecipante ai Giochi. È rimasto sempre nell’ombra il nome di Pia Lucia Baldisserri: campionessa di tiro al piattello nel decennio 1981-91. Ha partecipato a Seul 1988 piazzandosi 46ª all’interno della Fossa Olimpica con 134 piattelli centrati su 150. Una performance emozionante ma finita nel dimenticatoio al punto che nel 2016 la mezzofondista Margherita Magnani venne premiata in Comune come “prima partecipante cesenate di sempre alle Olimpiadi”.

Tiro a volo

Pia Lucia Baldisserri ha partecipato ai Giochi olimpici di Seul nell’edizione “di prova” femminile della specialità trap. Vanta un palmares di successi iridati notevoli: 3 ori e 2 argenti mondiali, 2 argenti e 2 bronzi europei assieme ad 8 titoli italiani. Gareggiava sia di squadra che individualmente come a Seul. Nata nel 1957 a Cesena, ora 64enne, ha vissuto i migliori anni di carriera tra il 1981-91. Gareggiava per la Tav Rimini e la sua storia è singolare. Sparava nei fine settimana a livello amatoriale con una Beretta, regalo dal padre. Lavorando in banca anche a fronte delle vittorie non si allenava quasi mai, a parte i fine settimana.

Passione

«Il tiro al piattello è stata una grande passione. Ho sempre sparato dai weekend di febbraio fino ad ottobre e non ne ho mai fatto una professione. Ho sempre dato il giusto peso agli impegni: prima il lavoro e poi lo sport. Quando è nata mia figlia mi sono ripromessa di smettere per dedicarmi alla famiglia e alle relazioni, anche se qualche gara comunque la ho fatta».

Vittorie

La vittoria più eclatante fu quella del mondiale 1990 a Mosca, dopo un anno di riposo e una preparazione incerta. «Quell’anno non colpivo un piattello, avevo la testa da altre parti. Mi sono comunque qualificata e la competizione ha avuto dell’incredibile. Sono riuscita a eseguire una promettente serie di colpi e negli ultimi minuti di gara, interminabili, sapevo di avere 5 colpi a disposizione e altrettanti bersagli. Per vincere, non potevo sbagliare. La sensazione provata è stata indescrivibile: un misto brivido, fretta, consapevolezza e responsabilità. In quell’occasione che misi da parte tutto e mi concentrai a tal punto da riuscire nell’impresa»

Il tutto possibile grazie a una serenità assoluta che ha sempre caratterizzato il suo animo. Nessuna ansia o aspettativa: solo voglia di divertirsi e fare del suo meglio. «Queste sono le ‘Gare inventate’, come anche il mio ultimo mondiale in Portogallo e il titolo italiano nel ‘98. Fortuna, santi, destino? Non so cosa sia, ma sono sicura di questo: la vita propone una serie di situazioni che accrescono l’esperienza».

Vincere e sentire dal ‘palchiton’, come diceva suo padre, l’inno nazionale è una soddisfazione incredibile. «Le olimpiadi, che definisco mezze olimpiadi, dato che la specialità era appena stata proposta sono un’esperienza unica: vivere in un contesto internazionale, con sportivi di tutto il mondo, con la nazionale, dall’altra parte del mondo, porta emozioni intense e durature».

Lucia racconta che tra i tanti risultati degni di attenzione, maggiori sono stati gli insuccessi e ingiustizie: «Quando si vince la situazione si fa strana. E’ difficile metabolizzare la vittoria, è più facile godersela a distanza di anni. Salire sul gradino più alto offusca la prestazione in sé, si pensa a gioire e rallegrarsi, ma si dimenticano altri aspetti. Ogni sportivo ambisce alla vittoria, ma alla luce dei fatti, nella sconfitta gli sbagli ed errori si fanno più chiari e lucidi. Ci si concentra sui miglioramenti e soluzioni per raggiungere la vetta. La sconfitta è la base del riscatto».

Tutto in anni in cui il tiro a volo femminile era poco praticato: «A Tokyo 2021 la porta bandiera dell’Italia sarà Jessica Rossi, piattellista dalle prestazioni uniche. Detiene un record tale da essere paragonabile per durevolezza a quello di Mennea sui 200 metri, anzi forse anche più longevo: 99/100 a Londra 2012 nella trap».

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