Pfm e 100Cellos al Ravenna festival per “Cellolandia”

Travolgente, impetuosa, inarrestabile. Cellolandia è una marea, un oceano di suoni che non sembra mai aver preso davvero commiato dalle mura di Ravenna. Dopo aver spopolato a tutte le latitudini, da Tokyo a Dubai, i 100 Cellos sono tornati a Ravenna Festival per cavalcare le onde sonore di un lungo fine settimana, dominato da suoni tra i più profondi e suggestivi che l’uomo abbia mai saputo ricavare manipolando legni, corde e geometrie. E oggui, la quarta e ultima giornata di Cellolandia è una celebrazione della gioia del fare musica insieme: musica che unisce generazioni diverse, come dimostrano i GuerzonCellos, padre e figlio in concerto al Museo Nazionale alle 11; musica che costruisce ponti fra repertorio colto e tradizione popolare, come accade con l’Ensemble Filo Barocco alle 19, di nuovo al Museo; musica che ha il gusto dell’avventura. E quale più epica avventura di “Let’s prog!”, la grande festa del prog rock che i 100 Cellos celebrano con la leggendaria Premiata Forneria Marconi? Alle 21, al Pala De André, la potenza del rock e gli stilemi classici della Pfm, a mezzo secolo dal primo album “Storia di un minuto”, saranno spediti in orbita dalla propulsione di uno sciame furioso di violoncelli. Gli appuntamenti di Cellolandia sono possibili grazie al sostegno di Coop Alleanza 3.0.

Dunque al Pala De André, è in scena l’incontro ravvicinato tra la Premiata Forneria Marconi, indiscusso simbolo di un’epoca e di un genere, e una “creatura strumentale” di proporzioni inaudite come i 100 Cellos, altrettanto impossibile da incasellare, altrettanto alimentata da un’ambizione musicale pura e senza dogmi. Insomma, era destino. Tanto più che sono passati cinquant’anni, tondi tondi, dall’anno mirabilis 1972, quando è uscito “Storia di un minuto”, che è quello che succede quando cinque fra i migliori musicisti di sala italiani decidono di superare i confini della musica leggera e della canzone d’autore e si lasciano sedurre dalla buona novella anglosassone dei King Crimson, Gentle Giant e Genesis. E diventano i principali artefici del miracolo del “prog rock” italiano. Se dall’altra parte ci metti la poesia, l’espressività, l’estensione del violoncello, le moltiplichi per cento e le affili sull’esperienza di arrangiatori e compositori di Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi, non è un concerto. È una tempesta perfetta che colpisce dritta al cuore della musica. Per rivivere l’emozione, il concerto è in streaming su ITsART a partire dal 28 giugno.

Biglietti: posto unico 5 Euro al Museo Nazionale, posto unico 25 Euro (20 ridotto) al Pala De André. Per Let’s Prog! è attivo il servizio di trasporto gratuito dalla Stazione Ferroviaria al Pala e ritorno (due corse: 20.15 e 20.30). Grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, per l’evento al Pala sono previsti, secondo disponibilità, biglietti last minute (10 Euro, 5 Euro per gli under 30), acquistabili sul luogo di spettacolo da un’ora prima dell’evento.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org

Ludus Vocaliscon dedicaa padre Santucci

Materia e spirito, corpo e anima: da sempre il pensiero filosofico e religioso si dibatte in un dualismo apparentemente inconciliabile, quello che – nel ricordo di Pier Paolo Pasolini – la XXXIII edizione di Ravenna Festival condensa nel titolo Tra la carne e il cielo. Nell’annuncio del Vangelo di Giovanni, “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” si profila il mistero di una possibile conciliazione degli opposti, del tangibile con l’intangibile, quel mistero che il Festival contempla attraverso “In templo Domini”, il percorso di preghiera e musica che si snoda nelle suggestive basiliche cittadine e ci introduce a una bellezza senza tempo né confini. Stamane alle 11.30, la Basilica di Sant’Agata Maggiore accoglie il terzo appuntamento domenicale: il Coro Polifonico Ludus Vocalis, diretto da Stefano Sintoni, propone composizioni di padre Pellegrino Santucci, per lo più tratte dalla sua Missa Pauperum, con Roberto Cavrini – nipote del compositore – all’organo. Tutti gli appuntamenti di “In templo Domini” sono a ingresso libero.

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