È andata a monte ancor prima di iniziare la mediazione in tribunale tra la consigliera di CambieRà, Samantha Tardi, e Mauro Petrosino, ex responsabile comunale di Cna divenuto a inizio anno direttore operativo di Autorità Portuale.
All’origine del contenzioso costato la richiesta da parte del dirigente di un risarcimento di 100mila euro, alcune dichiarazioni sulla sua nomina, scritte dalla rappresentante politica sulla propria bacheca Facebook e poi riprese a mezzo stampa. Affermazioni ritenute diffamatorie dall’attuale dirigente di Ap.

La pec premonitrice

La capogruppo della lista d’opposizione – tutelata dall’avvocato Alberto Ancarani (anche lui come noto consigliere comunale, eletto nelle fila di Forza Italia ndr) – si era inviata una pec, datata 12 dicembre 2018: in quella mail autospedita dopo avere letto i requisiti previsti dal bando per il posto nell’ente di via Antico Squero, aveva scritto nome e cognome di chi secondo lei sarebbe stato certamente il vincitore.
Così, quando a metà gennaio scorso Petrosino ha annunciato il congedo dalla confederazione nazionale dell’artigianato in vista del nuovo incarico sulla sponda del Candiano, la Tardi ha ricordato la premonizione con un post sarcastico, poi ripreso anche da altri rappresentanti politici tra le fila dell’opposizione.
Non erano state solo frecciate politiche quelle scagliate contro quel concorso. Avevano fatto breccia su una prima versione le polemiche sollevate dall’ordine degli ingegneri, in seguito alle quali Ap aveva sospeso la selezione rimettendo mano ai requisiti per partecipare.

La richiesta di Petrosino

Tutelato dall’avvocato Roberto Ricci, Petrosino aveva inviato lo scorso febbraio una missiva alla consigliera, ritenendo «non tollerabile» che «l’impegno così faticosamente profuso in tanti anni nello studio e nel lavoro, oltre che nel consolidamento dell’immagine di persona capace e retta» potesse «essere deriso e vanificato con così disarmante superficialità e leggerezza, tanto da determinare grave imbarazzo».
Si ricordava inoltre che la selezione era avvenuta «a Roma da parte di una commissione composta interamente da soggetti totalmente esterni alla Adsp ravennate e quindi sicuramente terza e imparziale, tra cui anche membri professionisti di fama internazionale nel campo dei trasporti».


Ieri mattina, davanti al mediatore dell’organismo di mediazione istituito presso l’ordine degli avvocati, si è dunque svolto il primo incontro, obbligatorio prima di procedere eventualmente con l’azione civile. Percorso che pare destinato seguire questo caso, considerato che – parole del difensore della Tardi – «non abbiamo nemmeno aderito alla mediazione poiché riteniamo che l’azione non abbia alcun fondamento. La consigliera Tardi non ha fatto altro che svolgere il suo ruolo di opposizione a un sistema di potere del quale Mario Petrosino è legittimamente un esponente».

Argomenti:

processo

ravenna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *