Pesche e nettarine perdono il 28% di superficie

In quattro anni in Romagna si è perso il 28 per cento delle superfici di pesche e nettarine, a fronte di perdite sempre a due cifre anche nei quinquenni precedenti. È un numero che balza subito all’attenzione analizzando il report che CIA Romagna ha presentato un paio di settimane fa. In Romagna nel 2022 le più importanti tipicità frutticole (albicocco, pero, nettarina) registrano una contrazione degli ettari coltivati (in scia quelli in produzione) mediamente fra il -3% e il -4%, mentre il pesco segna -6%, sul 2021, confermando il trend degli ultimi anni. Pesco e nettarine insieme perdono sul 2018 il 28% di superfici coltivate.

Queste colture hanno registrato nel 2022 buone produzioni rispetto agli anni precedenti, anche se sempre al di sotto del loro potenziale produttivo medio. Per esempio, pesco e nettarina registrano, in quantità, un +35% sul 2021 (anno di gelate), ma un -34% sul 2018. Il pero vive il suo quarto anno consecutivo di sofferenza e la sua produzione raccolta, pur superiore di oltre il 100% alla disastrosa annata del 2021, è sotto il potenziale e registra un -26% sul 2018.

La fragola, sul 2021 registra un complessivo +4,6%, con un calo medio in campo sul 2021 del -20% e una crescita in serra del +35%. Da segnalare un aumento degli ettari coltivati, in produzione e raccolto per ciliegio, melo, actinidia, olivo, (sia sul 2021, sia sul 2018).

Per le superfici coltivate il ciliegio e il melo hanno segno +3% sul 2021. L’actinidia +5% sul 2021, trainata dalla maggiore estensione delle tipologie a polpa gialla.

La produzione del ciliegio è in aumento del +2% sul 2021 e del +78% sul 2018. Il melo registra per produzione +17% sul 2021 e sul 2018. Per l’actinidia i dati seppur non definitivi, per il Ravennate e il Riminese indicano una produzione in aumento che fa presumere un incremento complessivo per l’areale romagnolo sia sul 2021 sia sul 2018.

Tendenzialmente stabili le superfici del susino. Produzione in aumento rispetto al 2021 quasi in linea col 2018, però sotto il potenziale. Mercato deludente anche per le Angeleno che in genere seguono andamenti migliori.

Le aziende agricole condotte con il metodo biologico rappresentano in Emilia-Romagna, a giugno 2022, circa il 9,14% (era l’8,64% nel 2019). La distribuzione delle imprese vede al secondo posto dopo Parma la provincia di Forlì-Cesena, che detiene anche il primato per la maggiore vocazione zootecnica biologica. Anche a livello comunale, Cesena è al primo posto in Emilia-Romagna con 191 aziende biologiche in totale.

In un quadro romagnolo che conta un totale di 106.351 imprese attive al 30.09.2022 (+0,9% sullo stesso periodo del 2021), le aziende agricole sono 15.088, -1,2% sul 2021. Fra queste, sono in calo quelle femminili (2.777, -1,8%) e, per il primo anno da una lunga serie storica, anche quelle giovanili (554; -3,5%).

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