Personale sanitario non vaccinato: respinti i primi ricorsi partiti da Ravenna e Rimini

RAVENNA – Il Tribunale amministrativo regionale è chiamato in questi giorni a decidere in merito ai primi ricorsi contro l’obbligo vaccinale. Diversi professionisti della sanità hanno fatto ricorso contro l’Ausl Romagna e i rispettivi ordini professionali dopo aver ricevuto la notifica di sospensione per aver scelto di non vaccinarsi. I primi esiti sono negativi per i professionisti: ricorsi respinti e sospensione ritenuta giustificata.

Più nello specifico, la settimana scorsa il Tar ha dato ragione all’Ausl discutendo i ricorsi di una fisioterapista ravennate e di un odontoiatra riminese. Già alla fine di settembre il tribunale amministrativo aveva rigettato l’istanza di sospensiva urgente richiesta dalla fisioterapista, non riscontrando «in alcun modo l’esistenza effettiva di una situazione estrema» con riferimento in particolare «alla propria complessiva ed attuale condizione reddituale, patrimoniale e familiare». La situazione economica in altre parole non era compromessa a tal punto da non poter attendere il 20 ottobre, giorno fissato per la Camera di consiglio nel quale si è entrato nel merito della questione. La dipendente dell’Ausl a maggio era stata invitata a presentare la documentazione dell’avvenuta vaccinazione. Niente da fare, così a metà luglio è arrivata la seconda raccomandata in cui si chiedeva di sottoporsi all’iniezione entro cinque giorni. A inizio settembre la sospensione. Poi il ricorso al Tar nel quale si sosteneva tra le altre cose di aver inviato le certificazioni di esonero ma senza utilizzare il portale appositamente dedicato dall’Ausl o contattando l’apposito numero di telefono, come indicato dalla stessa azienda. Un motivo in più, per i giudici, per respingere il ricorso. Ora la professionista dovrà pagare duemila euro di spese legali.

Caso simile a Rimini che è giunto però solo alla prima tappa: quello del decreto che respinge l’istanza di sospensione del provvedimento. All’odontoiatra, non vaccinato, era arrivato in questo caso l’intimazione del Comune di Rimini a non esercitare la professione, vista la sospensione dall’Ordine conseguente alla mancata vaccinazione. Il 22 ottobre il Tar – con le medesime motivazioni addotte nei confronti della fisioterapista ravennate – ha respinto l’istanza e fissato la discussione per il prossimo 9 novembre.


C’è un altro ricorso in essere al tribunale bolognese: è quello portato avanti da una cinquantina di professionisti della sanità sospesi per la mancata vaccinazione. Un ricorso che riguarda diverse Ausl della regione, compresa quella romagnola. In questo caso non è ancora stata fissata la camera di consiglio. Al momento, secondo il bollettino dell’azienda sanitaria diffuso ieri, i dipendenti dell’Ausl Romagna sospesi sono 202: 167 nel comparto, 14 tra i dirigenti e 21 nelle strutture convenzionate.

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