Il 2020 sportivo a livello giovanile? Detto in tre parole: un anno perso. Su 12 mesi, ne sono saltati almeno 8 di campionato o gare ufficiali, un freno a mano pesante per migliaia di giovani che all’anno solare appena terminato chiedevano un salto di qualità a livello fisico, tecnico e mentale, mica questo mondo sottovetro dove ci si spacca gli occhi a suon di videochiamate.

È mancata la partita, il confronto, la competizione, la crescita. Sono mancate le strisce di sette, otto, nove gare consecutive di un centravanti in gol o tre mesi di fila di un portiere imbattuto, con la scintilla dell’autostima che scatta, il potenziale che diventa reale, il prospetto che diventa talento.

È giusto tutto questo? No. È stata colpa di qualcuno? No. Si può trovare una soluzione? Sì.

Piano 1: il 2021-22 con gli stessi campionati

Perché devono essere i giovani ad avere perso il 2020? Proviamo a ribaltare il concetto: facciamo in modo che sia il 2020 ad aver perso i giovani e che alla distanza rimanga a mani vuote, mentre i nostri giovani ripartono.

Il 2020 sportivo non è esistito? Bene, assecondiamolo: non facciamolo esistere; diamo ai ragazzi un anno in più di occasioni, allungando di un anno l’età massima di settore giovanile e facendo in modo che un baby calciatore partecipi ad un campionato della stessa categoria nel 2021-22: «Sicuramente il danno è stato grave per tanti talenti delle nostre formazioni giovanili – sottolinea il presidente del Settore Giovanile e Scolastico Vito Tisci – penso a tanti calciatori di 14, 15 o 16 anni che hanno perso mesi e mesi di opportunità di crescita. A livello tecnico questa è una ferita per il nostro movimento e negli anni a venire ne pagheremo le conseguenze. Allungare di un anno la fascia di età dei settori giovanili? Sarebbe un percorso complesso e sarebbe un genere di riforma che dovrebbe partire dall’alto, e mi riferisco alla Uefa e al Consiglio Federale».

Piano 2: sfruttare al massimo
la prossima estate

Per quanto riguarda l’aspetto burocratico dei tesseramenti, non cambierebbe nulla. A livello giovanile il vincolo scatta al 14° anno di età, ovvero per i 2007 che in questa semi-invisibile stagione sportiva partecipano al campionato under 13. Una società per cautelarsi e bloccare un ragazzo che ritiene interessante, lo prenota e lo convoca al compimento del 14° anno per proporgli di firmare il vincolo. Ma che un 2007 partecipi a un campionato che si chiama “Under 13” anche nella stagione sportiva 2021-22 cambia poco: se ci fosse una riforma rivoluzionaria alla base, non sarebbe questo il problema. E se non si osa una riforma rivoluzionaria in questi mesi, dopo tutto quello che è successo, quando la si osa?

Un’alternativa meno invasiva è lo sfruttamento a tutto tondo dell’estate. Ovvero: una volta che si riparte, si riparte senza pause, perché di pause ne abbiamo già viste troppe. E allora sotto con tornei e amichevoli estive: dopo mesi di vita sotto vetro e al massimo allenamenti individuali o collettivi, c’è da rimuovere una patina di polvere sul gesto tecnico che bisogna esibire in situazioni vere, difficili, spigolose, anche sotto il sole di agosto.

Se si salta per qualche motivo la scuola, ci sono le ripetizioni per non restare indietro e allora sotto con le ripetizioni estive per recuperare almeno 3-4 mesi. Piuttosto che niente, è meglio piuttosto, dicono i classici.

La ripartenza della stagione in corso

«Noi a suo tempo abbiamo deciso di fermare i nostri campionati di interesse nazionale, perché la salute viene prima di tutto – continua Tisci – allo stesso tempo, non vediamo l’ora di riprendere in pieno con le nostre attività, ma questo potrà avvenire quando avremo un quadro più chiaro della situazione a livello nazionale, con le nuove direttive che arriveranno dal Comitato Tecnico Scientifico e dal Governo».

Nelle riunioni che si sono svolte prima di Natale, è emerso l’auspicio di una ripresa dei campionati giovanili di livello nazionale tra l’ultima settimana di febbraio e la prima settimana di marzo. Andrà trovato un nuovo format per riprendere la stagione ed è molto probabile che si ragioni su campionati di sola andata per ridurre spostamenti e contatti.

Per lo stesso motivo, appare già compromesso il calendario degli appuntamenti internazionali da qui all’estate. «Noi vogliamo riprendere – conclude Tisci – ma se si riparte, si riparte in sicurezza, lo dobbiamo ai ragazzi, ai dirigenti, ai tecnici e alle loro famiglie». Il primo valico per lo sport giovanile è venerdì 15 gennaio. Fino a quel termine rimangono in vigore le disposizioni dell’ultimo Dpcm dello scorso 3 dicembre. Nel frattempo, c’è da pensare a un modo nuovo di fare sport per i nostri ragazzi. Ma c’è da pensarlo ora, mettendo da parte mesi sotto vetro davanti al computer, pigramente ipnotizzati dal trito slogan ne usciremo migliori, mentre forse suona meglio: miglioriamoci uscendone.

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