Per più di 20 anni al fianco dei sindaci di Cesena: in pensione la storica segretaria

Dopo quarantadue anni di lavoro nel Comune di Cesena di cui una ventina nella segreteria del sindaco, affiancandone tre, Barbara Rossi all’inizio dell’anno è andata in pensione.

Dai tributi a segretaria

È segretaria del sindaco dal secondo mandato di Giordano Conti, lo ha fatto per tutte e due le legislature di Paolo Lucchi e ha accompagnato Enzo Lattuca per la prima parte del suo mandato. «Il Comune è sempre stata la mia seconda casa, mi sono sempre trovata benissimo, ma quando Conti mi propose di lasciare l’ufficio Tributi dove ho lavorato per i primi vent’anni ho subito accettato – racconta Rossi – per quanto mi trovassi bene dal punto di vista umano, il lavoro ai tributi non lo sentivo nelle mie corde». Il primo cambiamento arrivò infatti con la decisione di Conti di istituire la figura del direttore generale, «Mi propose di lavorare nella segreteria del direttore e accettai. Quando venne eletto per il secondo mandato, mi propose di diventare la sua segretaria perché quella che c’era prima stava per lasciare». Da allora fino alla pensione quello è sempre stato il suo ruolo: segretaria del sindaco. «È un lavoro che ho amato tantissimo».

A contatto con la realtà

Ha fatto lo stesso lavoro per 22 anni, ma assicura, «Non c’era mai un giorno uguale all’altro. Tra le mie mansioni c’era anche quella di fare da primo filtro con le persone che chiedevano di incontrare il sindaco, tra i miei compiti c’era infatti anche quello di organizzare la sua agenda. Ero io la prima persona con cui si confrontavano e questo a volte significava anche gestire momenti di tensione, perché a volte chi chiama lo fa perché sta vivendo situazioni di grandissima difficoltà ed a volte sono comprensibilmente agitati». Questo contatto costante con le persone, è anche quello che «ti permette di renderti davvero conto della realtà dei problemi».

Nevone e pandemia

Se le si chiede di citare i momenti che ricorda come più intensi, cita due periodi: quello del nevone del 2012 con Lucchi, e la pandemia degli ultimi due anni. In entrambe le situazioni, Rossi, sottolinea il grande lavoro dei colleghi, dei sindaci chiamati a gestire situazioni complesse e prendere decisioni difficili a volte in pochissimo tempo. Ma sono momenti di cui è stata testimone quasi sempre in prima persona: «Nella segreteria è difficile non essere presenti, anche nella pandemia non ho fatto molto smart working perché in questo lavoro si sente forte la necessità di essere presenti sul posto».

Il meritato riposo

Ora che ha superato il traguardo della pensione è pronta a godersi un po’ di meritato riposo: «Sto vivendo questi primi giorni come fossi in vacanza, leggo, faccio passeggiate e mi prendo cura del mio cagnolino, un cucciolo di barboncino che mi fa diventare matta», racconta ridendo.

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