Per mangiare produciamo 17mila miliardi di CO2 all’anno

Mangiare è una necessità dell’uomo. Ma quanto si inquina per farlo? Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Food ha fatto i conti di quanta carne, pasta, riso e quant’altro viene creato sulla Terra per essere portato a tavola. Ebbene, la produzione alimentare globale è responsabile delle emissioni di gas serra per 17.318 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Il peso maggiore però va tutto sulla carne: più della metà (il 57%) corrisponde alla produzione di questo genere di alimenti, a fronte di un “solo” 29% di quelli di origine vegetale. Per arrivare a questi numeri un team di ricerca internazionale (guidato dalla Università dell’Illinois a Urbana ma che ha avuto anche la collaborazione dell’italiano Francesco Tubiello della Fao) ha studiato i dati di più di 200 Paesi, includendo non solo ciò che si mangia a tavola ma anche i mangimi per animali, i trasporti e il commercio internazionale. In pratica, è stato dato un peso all’intera filiera. I ricercatori, sviluppando un modello unificato, sono stati in grado di costruire un database ad accesso aperto per consentire la stima delle emissioni globali di gas serra (CO2, metano e protossido di azoto) da piante e animali che vengono inseriti nel mondo del food. Questo database include un’ampia gamma di prodotti, per un totale di 171 prodotti da raccolto e 16 animali. Il team di lavoro (che fa un’analisi su dati del 2010) stima anche che il 14% dei consumi sia invece di raccolti ma per altri utilizzi, come la gomma e il cotone. La gestione dei terreni agricoli e il cambiamento nell’uso del suolo hanno rappresentato le principali questioni che si stima abbiano pesato di più sulle emissioni totali di gas a effetto serra (rispettivamente 38% e 29%). Riso e carne bovina, inoltre, sono stati i prodotti di origine vegetale e animale che hanno contribuito maggiormente all’inquinamento (rispettivamente 12% e 25%). Il Sud-Est asiatico e il Sud America sono state tra le zone a maggior impatto. Segno di come anche le coltivazioni e gli allevamenti intensivi di quei territori sono in grado di dare effetti complessivi su tutto il pianeta, con un equilibrio dell’ambiente che può essere reso ancora più precario. In sostanza, anche ciò che arriva a tavola può avere il suo peso per una vita green. Ed è anche una questione di salute: nel mondo, più di 9 persone su 10 sono costrette a vivere in zone che hanno livelli di qualità dell’aria superiore ai limiti che ha fissato l’Organizzazione mondiale della sanità. Una condizione che non si riesce a vedere tangibilmente ma che miete in modo nascosto le sue vittime. Ogni anno, proprio per conseguenze dettate da questo inquinamento, muoiono circa 7 milioni di persone.

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