Per la prima volta in vinile la colonna sonora di “Zeder” di Pupi Avati


AMS Records pubblicherà il 1° ottobre, per la prima volta in assoluto in vinile, la colonna sonora di Zeder di Pupi Avati (1983), composta da Riz Ortolani, uno dei più grandi compositori del cinema italiano. Zeder fu girato in parte a Milano Marittima; nella edizione deluxe del disco è contenuta anche una bustina contenente una porzione di terreno K prelevato direttamente alla Colonia Varese. La colonna sonora dell’horror cult-movie è composta da 18 tracce: diretto dal regista bolognese nel 1983, fu l’ideale seguito del celebre La casa dalle finestre che ridono. In doppia versione (vinile classico e deluxe), la colonna sonora del grande Riz Ortolani  fu pubblicata solo in cd nel 2014, in edizione limitata.
Scritto da Avati, sceneggiato con il fratello Antonio e Maurizio Costanzo, Zeder è ancora oggi considerato un eccellente cult-movie e segnò la seconda collaborazione del regista con Ortolani, che aveva inaugurato la partnership con con lui la colonna sonora di Aiutami a sognare nel 1981. La colonna sonora di Zeder mescola sapientemente elettronica e musica sinfonica, nella fattispecie una sezione d’archi orchestrale spesso ripetitiva, ipnotica e incalzante, che riflette la protervia del protagonista nel proseguire nelle sue ricerche, a qualsiasi costo. Non mancano temi solari dall’incedere funk e requiem, brani sospesi ricchi di tensione e improvvisi cambi di atmosfera, melodie malinconiche e angosciosi soundscape.
Zeder uscì nelle sale nel 1983, un periodo in cui quasi nessuno osava più realizzare pellicole sugli zombi. Pupi Avati andò controcorrente con un horror atmosferico – con la partecipazione di Gabriele Lavia, Anne Canovas, Paola Tanziani – ambientato in un’assolata riviera romagnola, meta di spensierate vacanze estive: Zeder racconta della scoperta di antichi esperimenti del ricercatore Paolo Zeder sui misteriosi Terreni K, che permettono a chi vi è sepolto di tornare dall’aldilà. L’approccio stilistico di Avati, in cui la tensione e lo spavento nascono dalle situazioni narrate e non da scene sanguinolente di forte impatto visivo, trova qui perfetta corrispondenza nelle musiche composte da Ortolani.

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