Pensionato di Cesena: «Lo ha ucciso un tossicomane geloso»

È un tossico dipendente cronico, un consumatore accanito di crack, ad aver ucciso il cesenate Gabriele Gigli nella sua casa di Itaùnas.

«Ma tutti in città sanno che anche lui è morto». Ucciso dalla folla inferocita che ne ha anche occultato chissà dove il cadavere. Come atto di “vendetta” per l’omicidio che aveva appena compiuto.

A quasi due mesi dall’omicidio del cesenate la polizia della zona “dell’Espírito Santo” in Brasile ha rotto definitivamente gli indugi. Continua a cercare un “latitante” di cui però ora fornisce anche le generalità complete nella speranza forse di rintracciarlo nascosto chissà dove.

Il sospettato dell’omicidio del romagnolo si chiama Valdenisson dos Santos Falcào, che tutti nel quartiere di Conceigào da Barra ad Itaùnas, dove è avvenuto l’omicidio, conoscono con il soprannome di “Niu”. Si tratta di un tossicomane, con una smarcata dipendenza dal crack. La polizia civile ha finora ricostruito che l’uomo, la sera del delitto ad inizio dicembre, aveva evidentemente pedinato la ex moglie: una donna da cui ha avuto un figlio che ora ha sette anni ma dalla quale era da un po’ separato. L’ha vista entrare nella abitazione di Gabriele Gigli e dalla finestra della stessa ha visto il cesenate e la sua ex avere un rapporto sessuale.

Valdenisson dos Santos Falcào ha atteso di poter aggredire il 64enne cesenate sull’ingresso di casa. Lo ha ucciso colpendolo con una pietra alla testa. Poi è scappato.

Una situazione che i residenti della località balneare non hanno in alcun modo tollerato. Mentre la polizia civil interveniva a casa del romagnolo le voci su quanto era accaduto sono rimbalzate per tutto il paesino sulla costa brasiliana. Scatenando effetto “occhio per occhio, dente per dente” da tribale Antico Testamento biblico: con i residenti della zona che hanno deciso di farsi giustizia da soli. Niu è stato linciato da una folla di conterranei che lo ha scovato mentre cercava di sottrarsi alle sue responsabilità scappando e nascondendosi a casa di una donna anziana. Stanato e picchiato (ben presto sui gruppi Whatsapp è iniziato anche a circolare un video che è finito nelle mani degli investigatori) l’accusato del delitto di Gabriele Gigli è stato infine caricato su un’auto e portato via.

«Continua ad essere ricercato per l’omicidio dell’italiano – spiegano i residenti ai giornali locali – Ma tutti sanno che fine ha fatto. È stato a sua volta ucciso».

Fino a quando non ne verrà ritrovato il cadavere, sepolto o forse abbandonato chissà dove, resterà comunque aperta la ricerca di un latitante.

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