Pd Rimini, i sostenitori di Petitti: senza accordo obbligo di primarie

RIMINI. Le primarie a Rimini per la scelta del candidato sindaco alle prossime amministrative, come da norma dello Statuto del Partito democratico, “non sono una opzione, ma un obbligo”. Gli oltre 200 aderenti al gruppo “Io sto con Emma” lanciano un chiaro messaggio in vista dell’assemblea comunale del partito convocata domani per scegliere il possibile succesore di Andrea Gnassi tra Jamil Sadegholvaad, Nazzareno Gabrielli e Marco Affronte. Il Pd riminese, argomentano, è chiamato a “prendere una decisione molto importante e crediamo debba farlo nel rispetto delle regole che il Partito stesso si è dato”. La delibera della Commissione nazionale di garanzia “che ha accolto i ricorsi presentati” da Maurizio Melucci e Jessica Valentini, proseguono, precisa che “in merito alle modalità di selezione per le cariche monocratiche istituzionali si fa espresso riferimento all’articolo 24 dello Statuto nazionale del Pd”. Dunque primarie di coalizione che si possono derogare a due condizioni: il diverso metodo va “concordato con la coalizione” e approvato “con il voto favorevole dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea”. E di certo “non esiste alcun accordo di coalizione su un metodo alternativo alle primarie”. Dunque, “un’eventuale decisione dell’Assemblea diversa dallo svolgimento delle primarie che designasse, con una forzatura, questo o quel candidato, costituirebbe una violazione dello Statuto nazionale”, la “stella polare da seguire”. E le conseguenze “sarebbero facilmente immaginabili”: commissariamento del Partito locale “che con ogni probabilità qualcuno invocherà. Così come non potrebbero escludersi ulteriori ricorsi agli Organi di garanzia”.

Chiara la conclusione dei supporter di Petitti: senza le condizioni per un accordo di coalizione su un terzo nome, a norma dello Statuto “le primarie tra Petitti e Sadegholvaad, ed eventualmente anche altri candidati proposti dalle forze della coalizione, non sono una opzione, ma un obbligo”. L’Assemblea di domani è chiamata a “designare un candidato in aperta violazione dello statuto, avvelenando ulteriormente il clima e favorendo la reiterazione di ricorsi e battaglie legali”, o a scegliere “le primarie nel rispetto dello Statuto”. Da qui l’invito al confronto, anche duro, “ma poi, come prevede il nostro statuto, votiamo. Con l’impegno come del resto avvenuto in passato, anche in questa città che chiunque uscirà vincitore dalle primarie sarà il candidato di tutti”

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