Paziente muore in clinica: soffocata dalla fascia di contenimento

RIMINI. Una paziente ricoverata nel Centro medico di San Patrignano è morta soffocata dalla fascia di contenimento che avrebbe dovuta proteggerla da una eventuale caduta.

La tragedia è accaduta due notti fa all’interno del reparto “infettivi” della struttura interna alla comunità di recupero che ha sede a Coriano (Rimini). Quando il personale è intervenuto per soccorrerla, per lei non c’era più niente da fare.

La vittima, una donna di cinquantaquattro anni di origine brasiliana, residente nel Ferrarese – ricoverata da tempo per una patologia conclamata – aveva contratto e superato il Covid ed era uscita da qualche giorno da uno stato di coma farmacologico, indotto dagli stessi medici. Non era in condizioni di alzarsi, ma aveva ripreso a muoversi.

Per impedirle di cadere era stata assicurata al letto da una cintura di contenimento, una procedura autorizzata per iscritto dal marito e rispettosa di protocolli sanitari standard. A un certo punto, però, deve aver cercato di scendere dal letto, o almeno di liberarsi della costrizione che non le lasciava libertà di movimento.

Senza chiamare nessuno, ha cercato di “scivolare” al di sotto della cintura, ma è rimasta incastrata nelle spondine laterali del letto, a mezza altezza. Con lo sterno compresso al punto da non riuscire più a respirare.

Il certificato medico, redatto dal medico di San Patrignano, parla di “soffocamento”.

Sull’accaduto, la procura di Rimini ha aperto un’inchiesta. Per il momento non ci sono indagati, né ipotesi di reato.

I carabinieri di Riccione hanno effettuato un sopralluogo, raccolto testimonianze e acquisito la cartella clinica della donna.

Prima di escludere eventuali responsabilità c’è da verificare il rispetto delle procedure, comprese quelle previste per la vigilanza notturna dei pazienti. Il magistrato di turno, pm Giulia Bradanini, disporrà l’autopsia. La data del funerale non è ancora stata fissata.

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