Paul Cayard: “A Ravenna per celebrare il Moro e Gardini”

Basta dire Moro di Venezia o Raul Gardini e Paul Cayard non si tira indietro. Lo skipper della prima barca italiana giunta a una finale di America’s Cup sarà a Ravenna nel weekend nonostante i tanti impegni, a cominciare dalla guida della nazionale olimpica Usa di vela.

Paul, come mai hai deciso di essere presente?

«Il Moro di Venezia è sempre importante per me. Anche se con il Covid é difficile muoversi perché devo fare test sia qui sia là, il viaggio lo faccio volentieri».

Ricordi di Ravenna?

«Con Raul andavamo a mangiare in un ristorante vicino alla sua abitazione. Ma più spesso ci vedevamo a Milano. Però sì, ogni tanto andavamo a Venezia o a Ravenna. Ho molti ricordi».

Vieni a Ravenna più per il Moro o per Raul?

«É difficile separare le due cose. Il Moro di Venezia e Raul in un senso sono la stessa cosa. Raul era uomo con tanti interessi. Tra i più importanti c’era sicuramente il Moro. Perciò questo è un modo per celebrare il Moro di Venezia e per celebrare Raul. Per lui c’è tanto rispetto. Ravenna è l’origine di Raul e della sua famiglia e in un senso anche l’origine della sfida perché nonostante il nome della barca le prime riunioni che ho fatto con lui erano a Ravenna nell’86».

Ti aspettavi a distanza di 30 anni un interesse così forte verso la barca e Gardini?

«Probabilmente no. Era impossibile da prevedere. É un segno che quello che abbiamo fatto era importante e ha toccato molte persone. Molti risultati sportivi vengono dimenticati. Io per esempio non ricordo chi ha vinto l’anno scorso il campionato di basket o di calcio… Ma quella del Moro è una cosa rimasta nella mente degli italiani. Siamo orgogliosi di questo e onorati di essere ricordati per quello che abbiamo fatto. Evidentemente non è stato solo vincere il Mondiale o la Louis Vuitton Cup ma aver dato vita a un movimento di orgoglio, di tifosi che volevano quella vittoria e seguivano le regate… e passavano le notti senza dormire. Una storia che per certi versi più va avanti e più diventa popolare. Una specie di mito».

Gardini figura eroica e tragica. La sua morte si poteva evitare?

«Probabilmente sì, la sua morte si poteva evitare. Però era uomo deciso e forte e con le informazioni che aveva in quel momento ha preso una decisione… Sappiamo tutti poi come sono andate le cose».

Cosa hai provato quando hai avuto la notizia della sua morte?

«Ero in Inghilterra, facevo una regata. Tornato al pontile mia moglie mi ha detto quel che era successo. Non potevo crederci!».

Con i ragazzi del Moro o con le persone di Ravenna vi sentite ancora?

«Certo! I contatti come è ovvio ci sono di più nell’ambiente professionale. Vedo Tommaso o Enrico Chieffi… Oppure vedo Antonio Vettese alle regate più importanti come la Coppa America perché lui è un giornalista… Ma ogni tanto sento anche la famiglia, Ivan o Eleonora, quando c’è una particolare occasione. Sì, i rapporti ci sono ancora».

Sabato 15 e domenica 16 maggio a Ravenna si celebra il trentennale della vittoria del Moro di Venezia del Mondiale Classe America’s Cup (IACC) del 1991. Il programma della due giorni prevede  sabato mattina una mostra fotografica dedicata al Moro di Venezia presso gli stabilimenti ex Pansac (fianco Darsenale Ravenna) con immagini di Carlo Borlenghi e il pomeriggio un talk show condotto dal giornalista Antonio Vettese con l’equipaggio del Moro, da Cayard a Tommaso Chieffi. La domenica è prevista la regata a cui si sono iscritte 150 barche con le premiazioni a conclusione della giornata.

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