Patrick Zaki è libero: l’applauso della Regione Emilia-Romagna

Patrick Zaki è libero. Dopo 22 mesi di prigionia nel carcere di Mansura, al Cairo, lo studente egiziano dell’università di Bologna, sotto accusa per diffusione di false informazioni attraverso articoli giornalistici, potrà uscire e riabbracciare la sua famiglia. La notizia è stata accolta molto positivamente anche se il processo a suo carico andrà avanti con una nuova udienza fissata per il mese di febbraio.

“Una bellissima notizia, la prima dopo due anni di sofferenza e privazione della libertà”. Il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, saluta così la notizia della scarcerazione di Patrick Zaki. “Il rilascio di Patrick Zaki in attesa della prossima udienza premia in primo luogo la sua tenacia, la sua forza e quella dei suoi familiari e dei suoi amici e compagni di studi, che mai si sono arresi di fronte a una detenzione inaccettabile, perché non si possono certo processare le idee”, sottolinea Bonaccini sui social. Questo “è un primo spiraglio, ma non ci basta- avverte il governatore- Insieme all’Università di Bologna e alla città di Bologna e a tutti coloro che in questi mesi si sono mobilitati, a partire dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, continuiamo a chiedere la liberazione definitiva di Patrick. Anche per questo ribadiamo la necessità della concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, come richiesto nella mozione approvata alla Camera nel luglio scorso”.

Festeggia anche la presidente dell’Assemblea legislativa regionale Emma Petitti. “Libero. Finalmente libero. La notizia ci riempie di gioia. Un risultato per il quale ci siamo battuti e che finalmente è diventato realtà. Anche se non abbiamo mai perso la speranza questi mesi sono stati lunghi e difficili, soprattutto per Patrick, chiuso in carcere ingiustamente. Mi ero spesa in prima persona, al momento del mio insediamento alla presidenza dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna affinché Zaki venisse liberato e ora ci siamo. Tra poche ore potrà riabbracciare la sua famiglia e spero che presto potremo vederlo qui a Bologna. Oggi a Rimini parteciperò alla mobilitazione in suo favore con uno spirito diverso sapendo che l’incubo è finito”.

Patrick Zaki era stato arrestato il 7 febbraio del 2020 tornando in Egitto per una vacanza e i 19 mesi di custodia erano stati giustificati con accuse di propaganda sovversiva fatta attraverso dieci post su Facebook. Il rinvio a giudizio è avvenuto invece per “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese” sulla base di tre articoli scritti da Zaki, tra cui uno del 2019 sui cristiani in Egitto perseguitati dall’Isis e discriminati da frange della società musulmana.

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