Patenti facili: tra Cesena e Rimini in 22 a processo

Inizia ad entrare nel vivo delle contestazioni il processo in Tribunale a Forlì per le cosiddette “patenti facili”.

Un sistema architettato secondo le accuse per far sì che anche chi non era in grado di passare l’esame della patente riuscisse ad avere tutte le “dritte giuste” sui quiz ascoltando una “voce amica” che suggeriva dall’esterno della Motorizzazione.

L’aula è quella del Tribunale collegiale con presidente Ilaria Rosati. L’accusa più pesante è quella di associazione a delinquere che non coinvolge la totalità degli imputati.

Su questo caso in passato sono state già prese le prime decisioni. Una assoluzione e 4 condanne (tutte con pena sospesa) tra riti abbreviati e patteggiamento davanti all’allora gip Monica Galassi.

Tra i 22 ancora a processo ci sono medici, referenti di autoscuole ed anche clienti. Rei, secondo le accuse circoscritte tra il 2013 ed il 2015 dalla polizia stradale di Forlì, di aver collaborato per provare a far passare l’esame a chi non doveva o poteva.

L’ipotesi accusatoria è che dietro corrispettivi in denaro e a volte utilizzando anche persone “piazzate” all’esterno delle sedi d’esame per suggerire tramite apparecchi elettronici, le risposte venissero date all’orecchio di chi stava sostenendo l’esame.

Delle accuse ne stanno rispondendo Luca Amati 38enne cesenate (difeso dall’avvocato Denis Gori di Rimini), Fabrizio Bartoletti, forlivese di 53 anni (difeso dall’avvocato Emanuel Foschi), Adele Montanari, 80 anni riminese (difesa dall’avvocato Giuliano Renzi), Simonetta Bastoni, 57 anni di Rimini, Pier Angelo Amati, 78 anni santarcangiolese.

Cinesi, o italiani di origini asiatiche, molti dei quali residenti in Romagna, gli altri imputati. Ossia Lorenzo Hu, 26 anni longianese (difeso dall’avvocato Wilmer Naldi), Yonugrui Hu, 30enne longianese, Dajin Lan, 45 anni di Campi Bisenzio (difeso dagli avvocati Alessandro Sintucci e Ilaria Abbondanza), Zhempèing Shen, 44 anni di Guastalla, Tingting Qiu, 24 anni di Badia Polesine (difeso dall’avvocato Sergio Isacco Onofri). Meixia Chen, 26 anni residente a Savignano, Youyu Wen, 26 anni residente a Cittadella (difesa dall’avvocato Maria Giuditta Mazzoli), Yiyong Zhou, 39 anni residente ad Arezzo (difeso dall’avvocato Fabrizio Briganti), Yunyu Guo, 29 anni di Nogara (difeso dall’avvocato Alberto Avellone), Xiaofang Huang, 39 anni residente ad Arezzo (ma dichiarato irreperibile e difeso dall’avvocato Francesco Roppo), e Shuqi Wang, 35 anni residente ad Empoli (difeso dall’avvocato Simonetta Pogetti).

In aula il primo teste dell’accusa (Pm Francesca Rago). Uno degli investigatori di polizia che ha portato avanti tutte le verifiche necessarie per arrivare al rinvio a giudizio ed al processo. È servita tutta l’udienza per entrare nei dettagli dell’accaduto e alla prossima (prevista per il giugno del prossimo anno) la parola andrà ancora a testimoni d’accusa.

Si prevedono tempi lunghi dunque per arrivare ad una sentenza. Cosa che estinguerà la gran parte delle accuse (ad esclusione di quelle per associazione a delinquere) che hanno un tempo di prescrizione di sette anni e mezzo.

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