Pat Metheny questa sera a “Ravenna Jazz”

È finalmente arrivato il giorno che molti appassionati di jazz attendevano da almeno due anni, perché il tour di Pat Metheny, una delle più grandi stelle del jazz mondiale, fu annullato nel 2020 e nel 2021, quindi anche la sua partecipazione a Ravenna Jazz. Con il suo progetto Side eye, sarà finalmente al teatro Alighieri questa sera alle 21. Questo progetto, che è stato anche trasferito su disco lo scorso anno, si basa sulla rete di conoscenze personali e nuovi talenti da lui scoperti che il chitarrista di Kansas City ha tessuto in quarant’anni di carriera. Insieme a lui sul palco saranno infatti ogni volta musicisti differenti, tra giovani promesse e storici collaboratori del protagonista. Nella data di Ravenna vedremo un trio, con Metheny alle chitarre, Chris Fishman a pianoforte e tastiere e Joe Dyson alla batteria.

Il senso del progetto è di rinnovare il repertorio del leader con il contributo di tanti musicisti di diversa estrazione e generazione, una sorta di consegna della propria arte alla comunità internazionale del jazz.

«Side-eye è una mia canzone – spiega Metheny –, e molti mi hanno detto che sarebbe stato un buon nome per una band, così ho pensato finalmente di usarlo. Negli ultimi anni è stato difficile essere americani e non avere un punto di vista distaccato (questo significa “side-eye”, ndr), che provoca delusione e disapprovazione: in questi tempi bizzarri è l’unico modo di sopravvivere. Avevo il nome della band, quindi, ma mi mancava lo scopo, e così pensai di usare alcuni dei grandi giovani musicisti che avevo conosciuto, in una formazione instabile. Non sarebbe stata una cosa, ma tante cose, e il disco che abbiamo inciso a New York è solo una delle possibili varianti. Cerco di mettere i musicisti coinvolti di volta in volta in un ambiente artistico che sia adatto alle loro caratteristiche, in modo che tutti siano felici».

Il sessantottenne chitarrista americano è dalla fine degli anni Settanta, quando fu lanciato dalla gloriosa etichetta tedesca Ecm records, un pilastro del jazz mondiale, vincitore di centinaia di premi, tra cui oltre venti Grammy awards, e presente nella Hall of fame di Downbeat. Ha lavorato con centinaia di grandi musicisti jazz e non solo, ma il grande pubblico l’ha conosciuto con la hit “This is not America”, colonna sonora del film “Il gioco del falco”, cantata da David Bowie nel 1985.

Biglietti a 28, 37 e 45 auro.

Prossimi concerti

Ravenna Jazz prosegue domenica 8 maggio in giornata con il workshop del chitarrista brasiliano Roberto Taufic, e in serata al Mama’s club con l’Alessandro Scala Quintet insieme a Fabrizio Bosso. Il sassofonista ravennate, attivo in diverse formazioni e in diversi stili, avrà ancora una volta ospite uno dei più importanti jazzisti italiani, artista residente nel festival Crossroads. Ingresso a 15 euro. Lunedì 9 alle 21 si torna al teatro Alighieri per Pazzi di jazz, mega-concerto con gli studenti delle scuole primarie e secondarie di Ravenna, che conclude il percorso didattico iniziato tre mesi fa. Da nove anni Ravenna Jazz coinvolge gli studenti mettendoli a contatto con grandi jazzisti, quest’anno Alien Dee, Enrico Rava e Mauro Ottolini, che però non potrà essere presente al concerto finale, sostituito da Alessandro Scala. L’orchestra degli studenti sarà diretta da Tommaso Vittorini, in un omaggio a Chet Baker dal titolo “My funny Valentine”. Ingresso libero con prenotazione. Info: www.crossroads-it.org.

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