Passare dalla sigaretta tradizionale ad un riscaldatore di tabacco: gli effetti

I dispositivi a tabacco riscaldato (THP) sono prodotti per fumatori adulti; disponibili sul mercato italiano già da diversi anni, hanno conquistato una piccola ma significativa nicchia di clienti, affiancando le sigarette elettroniche (e-cig) quale principale alternativa a prodotti tradizionali a base di tabacco bruciato (soprattutto sigarette e sigari). Ciò si deve, con buona probabilità, al fatto che i THP consentono di simulare in maniera piuttosto fedele l’utilizzo di una sigaretta ‘classica’, con alcune sostanziali differenze: un riscaldatore di tabacco non produce cenere e sprigiona un vapore dall’odore meno intenso e persistente rispetto al fumo prodotto dall’abbruciamento di una sigaretta. È anche per questo che, non di rado, i fumatori alla ricerca di un prodotto alternativo a quelli tradizionali optano per il tabacco riscaldato; di seguito, vediamo quali sono i potenziali effetti derivanti da questa scelta.

THP: cosa sono e come funzionano

I Tobacco Heating Product (THP), spesso indicati anche come HTP (Heated Tobacco Product) sono dispositivi elettrici che riscaldano una miscela di tabacco, producendo un vapore (‘neutro’ o arricchito da aromi) contenente nicotina. Il processo viene implementato soprattutto mediante sistemi che sfruttano una resistenza elettrica, benché sul mercato siano presenti prodotti in cui il riscaldamento del tabacco avviene per induzione. È il caso, ad esempio, dei THP sviluppati dalla British American Tobacco con il marchio glo™, i quali adottano una tecnologia brevettata che prevede l’impiego di una bobina avvolta attorno alla camera di riscaldamento. Questa soluzione fa sì che la propagazione del calore avvenga in maniera graduale e uniforme, evitando l’innesco del processo di combustione.

In aggiunta, vi sono THP che impiegano altri sistemi per scaldare la miscela di tabacco al loro interno, grazie alla presenza di un mezzo materiale (un substrato di carbone o un aerosol) che funge da veicolo per il calore.

I riscaldatori di tabacco, a prescindere dalla tecnologia impiegata, hanno in dotazione software o sistemi di altro tipo per il controllo della temperatura; in tal modo, il calore sviluppato dal dispositivo viene modulato per prevenire la combustione della miscela di tabacco.

Passare al tabacco riscaldato: gli effetti per la salute

È ben noto come il tabagismo rappresenti un problema non da poco per la salute pubblica; il consumo di tabacco bruciato, infatti, espone l’organismo a numerose sostanze tossiche e cancerogene, che sono il risultato della combustione del tabacco stesso, del rivestimento in cui è contenuto e delle numerose sostanze chimiche impiegate per il confezionamento della sigaretta.

Nei THP, invece, l’assenza di combustione determina una minore esposizione a molti degli agenti potenzialmente pericolosi per la salute. A confermarlo vi è una ricerca condotta a luglio dello scorso anno sui prodotti a tabacco riscaldato della British American Tobacco (e pubblicata Journal of Internal and Emergency Medicine); a scanso di equivoci, è bene precisare che non esistono sigarette che “fanno meno male” in senso assoluto e che, in relazione ai THP, l’indagine scientifica è ancora agli esordi.

Ciò nonostante, lo studio condotto nel Regno Unito ha evidenziato una potenziale riduzione del rischio da parte di chi utilizza esclusivamente un riscaldatore di tabacco anziché fumare sigarette tradizionali. Nello specifico, la ricerca è durata 12 mesi e ha interessato un campione di fumatori britannici, di età compresa tra i 25 ed i 55 anni; i risultati – registrati dopo sei mesi – hanno evidenziato una riduzione dei valori relativi a specifici biomarcatori di esposizione e di rischio.

Naturalmente, ciò non vuol dire che passare al tabacco riscaldato sia meno rischioso né che una scelta di questo tipo equivalga a smettere di fumare; il tabagismo è una condizione che va affrontata in modo clinico e presuppone la cessazione del consumo di tabacco in qualsiasi forma.

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