Pasini: ecco perchè va rifondata l’Oms

In questi giorni il Presidente Donald Trump ha duramente criticato l’operato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ed ha deciso la sospensione dei fondi per questa agenzia dell’ONU. Gli USA sono, come è noto, il principale contributore finanziario dell’OMS (nel 2019 hanno versato 400 milioni di dollari). Contribuiscono non solo economicamente, ma anche sul piano tecnico-scientifico dando all’OMS un numero considerevole di grandi esperti della CDC ( Centri di Controllo delle Malattie) di Atlanta. Trump ha annunciato inoltre l’apertura di un’inchiesta che valuti in 90 giorni l’operato dell’OMS e gli errori commessi con le relative conseguenze per l’umanità.
Ritengo che la posizione del Presidente americano sia ampiamente giustificata e corretta in quanto sottolinea la necessità che l’OMS vada resa indipendente sul piano politico e vada rafforzata sul piano tecnico-scientifico. Troppo forte è infatti l’influenza della Cina sull’OMS, come dimostrato dalla sudditanza del Direttore Generale, l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus nei confronti della Cina in occasione della gestione della pandemia. La principale critica che Trump muove all’OMS è quella di non aver richiamato la necessità di un blocco dei voli e degli spostamenti da e per la Cina per isolare il focolaio di Wuhan. Più volte ho sottolineato nelle settimane scorse questo incredibile errore. Era evidente che lasciando entrare ed uscire dalla Cina viaggiatori internazionali diretti in ogni parte del mondo, l’infezione si sarebbe trasmessa rapidamente in ogni continente e sarebbe diventata pandemia. L’OMS avrebbe dovuto richiamare la necessità di una TRAVEL RESTRICTION. Si sarebbe trattata di una misura non vincolante, certo, ma che avrebbe avuto comunque un grande valore perché avrebbe richiamato tutti gli Stati ad intraprenderla. Questa misura avrebbe dovuto essere tempestiva per impedire ad esempio che 5 milioni abitanti fossero stati lasciare uscire da Wuhan, prima che le autorità cinesi imponessero il cordone sanitario attorno a Wuhan.
Troppi sono stati inoltre i tentennamenti, le contraddizioni e gli errori da parte dell’OMS. Val la pena ricordare che lo stato di emergenza sanitaria internazionale fu annunciato solo il 30 gennaio 2020, dopo che in una prima riunione di qualche giorno prima non la si era considerata tale e che la definizione di “pandemia” fu data solo l’11 marzo!!! Come credere poi ai numeri di contagi e di morti dati alla Cina. Come credere che i morti di tutta la terribile epidemia siano stati solo 3000!!!
Relativamente all’uso dei test diagnostici, la posizione iniziale OMS fu quella di raccomandarli solo ai casi francamente sintomatici per confermare la diagnosi e definire il soggetto come caso, per poi correggersi alcune settimane dopo con il richiamo del Direttore generale: Test, test, test! La posizione iniziale (di fare i test solo ai francamente sintomatici per definire i casi e contarli) ha indotto in errore il nostro Comitato tecnico scientifico ed il governo mentre sarebbe stato necessario fin da subito investire in risorse umane, numero di laboratori, quantità di reagenti per effettuare i test diagnostici ai casi sospetti, per isolarli, tracciare i contatti per poi metterli in quarantena.
In febbraio una delegazione OMS, guidata dal suo Direttore Generale, si era recata in Cina ed aveva redatto un rapporto che era un entusiasta encomio del modo in cui la Cina aveva effettuato la gestione dell’epidemia senza alcun riferimento all’origine del focolaio. Se è vero che lo spillover del coronavirus dal pipistrello all’uomo si sia verificato nel mercato del pesce di Wuhan dove si macella e si vende fauna selvatica, pipistrelli, cuccioli di lupo, cani, gatti e serpenti, perché non criticare simile promiscuità tra uomo ed animale, le condizioni igieniche di questi mercati, e soprattutto perché non creare una commissione di esperti che studino le sequenze generiche dei coronavirus di un vasto campione di pipistrelli e ci diano risposte scientifiche su come tale trasmissione è avvenuta?
Val la pena ricordare ancora che prima dell’attuale DG dell’OMS, questo ruolo era stato occupato per due mandati dalla cinese Margaret Chan. Più di una volta durante quel decennio avevo espresso le mie perplessità che un Paese che non rispetta i diritti umani potesse guidare un’organizzazione di simile importanza. Ma si sa che l’OMS oltre ad avere ottimi esperti è anche un’organizzazione politica le cui cariche vengono stabilite sulla base degli equilibri internazionale. In quell’organizzazione, come nelle altre dell’ONU, uno vale uno. Ogni paese, dal più piccolo al più grande conta per uno ed è facile fare opera di lobby.
Questa pandemia ci dimostra giorno dopo giorno come sarebbe fondamentale avere una leadership sanitaria internazionale autorevole, forte ed indipendente, cosa che purtroppo non succede. Ecco perché è cosi importante rifondare l’OMS e conferirgli più autorevolezza ed indipendenza.

*Direttore Centro di Travel Medicine and Global Health

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