Parroco suona le campane di notte: residenti furiosi

di Carla Dini

Per chi suona la campana? Qualche giorno fa gli abitanti della zona di Bordonchio che vivono a Bellaria Igea Marina, e più precisamente nei pressi della chiesa di San Martino, non hanno chiuso occhio. A tenerli svegli non sono state le preoccupazioni della pandemia, ma le campane della chiesetta settecentesca che, come impazzite, hanno accompagnato ogni ora notturna, scandendola con la loro voce. «Sono andato a cambiare orario e ho combinato un errore, senza accorgermene – spiega il parroco, don Enzo Gobbi -. Poi di notte sul momento non sapevo come rimediare», aggiunge dispiaciuto. Ma cosa è successo? È stata sottolineata ogni ora che passava in un crescendo, per esempio alle 5 del mattino, ci sono stati 5 rintocchi e nell’ora successiva sei. E così via. «Mi sono scusato e mi scuso ancora – ribadisce il sacerdote -. Sono campane vere elettrificate quelle della chiesa antica, e sono programmate, non succederà più».

Troppo rumore, le proteste

Intanto a farsi portavoce di molti vicini di casa, fra residenti e lavoratori della zona, è Delia Gorgonio. «La campana in sé non mi dà fastidio – precisa – ma è il volume acuto di questa in particolare a disturbare. Inoltre se uno ha ritmi di lavoro che rovesciano quelli del sonno – continua – non è semplice. Fino a poco tempo fa facevo le notti e so di cosa parlo». Per esempio, spiega, «la domenica mattina la prima campana è alle 8.30, ma se uno tutte le mattine si alza alle 5 ha solo quel momento per riposarsi. E invece a intervalli brevi – nota – ricomincia la tiritera a festa: alle 8,45 e alle 9. Si passa da melodie come l’Ave Maria ai tocchi secchi. Ma chi vuole andare a messa – commenta – conosce gli orari. Quindi secondo me, non c’è bisogno di svegliare tutto il vicinato. Ci sono camerieri, in affitto a due passi da dove lavorano, che non riescono a riposare, prima di ripartire col turno. Perciò raccoglierò delle firme, per chiedere di abbassare il volume».

Suono sempre uguale da 20 anni

«Il suono è lo stesso da più di vent’anni – precisa con pacatezza il don -. L’ultimo rintocco è alle 22 e poi si ricomincia alle 9 del mattino. Ognuno ha la sua sensibilità – nota comprensivo – non dico niente. Le campane ci sono sempre state e per una notte c’è stato un disguido. Ho sfiorato nel pannello quel che non dovevo toccare. Tutto qui».

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