Siamo troppo indebitati, stampiamo moneta e saldiamo il conto. In effetti, sarebbe bellissimo, se fosse fattibile. Per decenni, abbiamo eletto personaggi che hanno pericolosamente indebitato il nostro paese, elargendo denaro che non avevamo. Il prezzo di questi errori è molto alto: un debito pubblico tra i più elevati nel mondo.

Per risolvere un problema di non facile soluzione (prima degli interventi della Banca centrale europea, che ha letteralmente salvato e salva il nostro paese da una pesante crisi finanziaria), alcuni audaci politici ed i loro economisti, proponevano l’uscita dall’euro e la stampa di moneta in autonomia. Volutamente, evito commenti sulla proposta di uscita dall’euro, teniamo solo in considerazione, che la banca centrale europea detiene circa il 20% del nostro debito.
Al riguardo la stampa di moneta, credo sarebbe drammaticamente scontato il risultato. Per quanto complesso, cercherò di sintetizzare in modo banale, partendo da un ragionamento basico, anzi, da una domanda provocatoria: se la stampa di moneta fosse la soluzione per saldare i debiti, oppure per elargire servizi, esisterebbero nel mondo paesi poveri e paesi ricchi? Tutti potrebbero soddisfare le esigenze dei cittadini, sarebbe azzerata l’immigrazione economica, sconfitta la fame nel mondo. Ogni stato, avrebbe una sanità eccellente, pensioni dopo pochi anni di lavoro, servizi adeguati ed innovativi. La disoccupazione diverrebbe un termine astruso. Un mondo ideale, idilliaco, senza essere blasfemo, una specie di paradiso terrestre. Basterebbe stampare del denaro, anzi, neppure quello, visto che il novanta per cento è ormai virtuale. Disgraziatamente, il paradiso è deputato a luoghi ben più significativi della terra, minuscola particella dell’universo. Nell’umana realtà, molto banalmente, la ricchezza di un paese dipende da ciò che produce. La produzione deriva dal lavoro, dalle risorse naturali, in parte dai servizi. Di fatto, nei mercati internazionali, la moneta di uno stato vale, in funzione della produttività dello stesso. Purtroppo, anche a livello interno, i risultati della stampa di moneta sarebbero deleteri. Invero, l’enorme inflazione renderebbe il debito pubblico meno preoccupante, ma i risparmi degli italiani, ultimo baluardo di un Italia malconcia, drasticamente ed irrimediabilmente ridimensionati nel loro valore reale. Gli stipendi e le pensioni, già insufficienti per tante famiglie, totalmente inadeguati. In sostanza, stampare moneta in un paese con un prodotto interno lordo non consono alla situazione, non solo non produce ricchezza, ma riduce drasticamente quella esistente. Per una nazione che spende più di quello che incassa, rimane solo un mezzo per finanziarsi: emettere titoli di debito, che qualcuno dovrà acquistare. Attualmente, la Banca centrale europea sopperisce in modo sostanziale alla problematica.
Concludo con un simpatico aneddoto. La Germania, ora paese “forte” dell’Europa, dopo la prima guerra mondiale, iperindebitata, decise di stampare moneta. Ciò produsse una incontenibile inflazione, che probabilmente contribuì all’insediamento della dittatura. In quel periodo, in tanti casi, gli stipendi erano pagati quotidianamente e rimane emblematica una frase popolare: “non lasciare incustoditi i soldi in strada, potrebbero portarti via la carriola”.

*Giornalista, Docente e Referente di sede d’esami universitaria

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