Purtroppo, quella di Colleferro è stata una tragedia annunciata. In data 5 luglio u.s., il Corriere ha pubblicato un mio articolo, dal titolo emblematico “I duri della notte che piangono di giorno” (reperibile su internet). Praticamente, la storia dei recenti fatti di cronaca, minime le differenze, drammaticamente più tragica la conclusione reale. La lunga esperienza in materia, mi ha aiutato a comprendere, anticipando la pericolosità del fenomeno. Espongo la mia analisi.

La cultura imperante in una società, è fondamentale per comprendere i comportamenti. Le regole di convivenza, imposte con le leggi, risultano indispensabili, se le sanzioni appaiono proporzionali, certe, prive di deroghe. Nella fattispecie, veniamo da anni di cultura “del tutto è permesso”, del mercimonio, dell’esaltazione “dell’io”, del traguardo da raggiungere ad ogni costo, con ogni mezzo e compromesso, oltre la moralità e la decenza. Drammatico il risultato. La litigiosità è in esponenziale aumento, l’educazione è divenuta un disvalore, le regole un orpello, il rispetto interpersonale ai minimi termini, quello per i ruoli e le istituzioni anacronistico, gli anziani, da sempre insostituibile risorsa, sono divenuti un peso. Ed ancora, il mancato controllo genitoriale sui minori è usuale, anzi, di sovente, si contestano pesantemente i professori, anziché ringraziarli, quando evidenziano le carenze dei figli. Le violenze sulle donne ed in famiglia sono inarrestabili, i canali informatici, vengono frequentemente utilizzati per insultare ed offendere. Il “vaffa”, è divenuto quasi un saluto, per ogni accadimento: in strada, in fila, in ogni luogo.
In un contesto così pesantemente degradato, il “macho duro” ha assunto un ruolo sociale positivo, soppiantando il “giovane studioso e rispettoso”. Si deve sempre arrivare alla morte, per comprendere i valori della vita. I “duri della notte”, ora, piangono di giorno, adducendo come sempre: non sapevo, non volevo, non pensavo. Tori divenuti agnelli, dietro le sbarre di un affollato penitenziario. Per tamponare questo disgustoso umano declino, è indispensabile anzitutto un cambio di passo culturale, spero si sia avviato, ma il percorso richiede molto tempo. Nel frattempo, servono norme, controlli, sanzioni. I duri della notte che piangono di giorno, sono soggetti pericolosi e numerosi, vanno fermati. La violenza non si combatte con la violenza, ma il supporto delle leggi è fondamentale, come la certezza delle pene.
Termino con una riflessione tecnica sull’argomento. Le palestre ove si insegnano certe discipline, sono solo il supermercato di quanto sopra esposto, vendono quel prodotto, enfatizzano la mala educazione, la violenza, la superiorità, l’umiliazione dell’avversario. Non hanno nulla a che fare con le Arti Marziali, solo un ignorante in materia può confonderle. I fini sono opposti, le Arti Marziali insegnano il rispetto, l’educazione, l’aiuto, il controllo, mai la violenza. È rara la frequenza di un esaltato nei corsi di Arti Marziali, il Maestro lo costringerebbe ad abbandonare.
Concludo con un’osservazione tecnica. Per impedire che i fatti si ripetano, è indispensabile ed urgente una nuova normativa in materia, serve verificare i titoli degli pseudo insegnanti di queste discipline, spesso acquisiti in un fine settimana, rilasciati impunemente da qualche associazione. Una follia italiana, che produce incompetenti che insegnano ad esaltati, un binomio pericoloso. I duri della notte che piangono di giorno, qualcuno li ha definiti capre, non condivido, sono solo idioti, nel senso puramente patologico del termine, identificabili a distanza, mentre le capre, sono animali miti ed intelligenti, sicuramente superiori a tanti “sapiens”.

*Giornalista, Docente, Referente di sede d’esami universitaria

Argomenti:

bullismo

duri

ucciso a pugni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *