Purtroppo, la pandemia da coronavirus, in generale, ha portato ad una significativa contrazione delle presenze turistiche. Di converso, un’altra emergenza sanitaria, contribuì a favorirne lo sviluppo, in particolare, nella nostra Riviera. Provo a sintetizzarne la storia. Le colonie marine, devono la loro genesi alla scrofolosi, una linfoadenite, sostanzialmente, un’infezione. Tale patologia, fino alla metà del 1900, è stata per il nostro Paese una rilevante problematica sanitaria, con una particolarità opposta rispetto al corona virus: colpiva in prevalenza i minori.

Per contrastarla, dai primi decenni del 1800, la scienza medica pediatrica, consigliava permanenze estive in ambienti costieri. Per questo, la talassoterapia, assunse un ruolo importante nella prevenzione e nella cura della problematica, contribuendo in modo sostanziale allo sviluppo di strutture, idonee ad ospitare bambini durante le vacanze estive, soprattutto, provenienti da ceti sociali medio bassi.
La prima colonia marina in Italia, fu costruita nel 1822 a Viareggio, sotto l’egida dell’Ospedale di Lucca. Successivamente, tra la fine del 1800 ed i primi del 1900, furono diverse decine le strutture realizzate in Romagna, Toscana, Liguria. Nella città di Rimini, in particolare, fu determinate l’impegno del medico ed antropologo Paolo Mantegazza (1831/1910).
Nel tempo, la gestione di molte colonie venne assegnata all’Opera Nazionale per la Maternità e l’Infanzia. Conseguentemente, assunsero un ruolo ancora più importante, oltre alla prevenzione e cura della malattia, divennero luoghi di vacanza per bambini appartenenti ai ceti meno abbienti. Ulteriore sviluppo, lo ebbero in epoca fascista. Nel ventennio, vennero costruiti grandi edifici, incentivati dal partito, realizzati soprattutto, ma non solo, da alcune delle più importanti industrie del nostro Paese. Del resto, inquadrare ed educare le nuove generazioni al pensiero fascista, credo sia stata una delle infauste prerogative del regime. Nella nostra zona, furono edificate la colonia novarese (1933), le navi di Cattolica (1934), solo per citarne alcune tra le più significative. Le colonie marine, mantennero la loro attività anche dopo la caduta del fascismo, divenute ormai luoghi di soggiorno e socializzazione per l’infanzia, sempre rivolte ai ceti sociali medio bassi.
L’inevitabile ed inarrestabile declino, iniziò negli anni ’60. In quei tempi, il grande sviluppo economico cambiò radicalmente la tipologia di vacanza. I bambini non più soli, ma insieme alla famiglia. Nacque il turismo di massa. In questo nuovo contesto, furono sicuramente avvantaggiate le riviere, ove per anni, tantissimi bambini avevano trascorso meravigliose vacanze estive, soprattutto in Romagna, Toscana, Liguria.
Enfatizzando, quella appena descritta è stata la genesi del favoloso sviluppo turistico, che ancora oggi, pone le nostre terre tra le mete più ambite nel Mondo. (la prossima domenica la seconda puntata)

  • Giornalista, Docente, Referente di sede d’esami Universitaria
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