Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, a rischio la candidatura Unesco

Il Gruppo Europa Verde ha presentato oggi in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta regionale chiedendo a che punto siano da un lato la realizzazione dello studio finanziato dalla Regione per valutare l’impatto del proseguimento e dell’eventuale ampliamento dell’attività estrattiva nella cava di Monte Tondo nel Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, e dall’altro lo stato di avanzamento della candidatura dei fenomeni carsici a Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Una candidatura che, secondo Europa Verde, rischia di essere fortemente compromessa qualora sia concessa alla multinazionale Saint-Gobain PPC Italia S.p.A l’autorizzazione a proseguire l’attività estrattiva.

L’interrogazione di Europa Verde ha anche inteso raccogliere la protesta guidata dalla Federazione Speleologica dell’Emilia-Romagna che, domenica 20 giugno 2021, insieme ad ambientalisti e naturalisti ha organizzato una “catena umana” sul crinale gessoso per ribadire il “no” all’ampliamento della cava di Monte Tondo e l’auspicio di una riconversione del sito produttivo. La manifestazione ha posto inoltro l’accento sul rischio che la distruzione dell’ambiente a la scomparsa di molte grotte possano compromettere anche il percorso di candidatura dei gessi romagnoli a Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Nel luglio 2020, in risposta alla mia prima interrogazione sulla cava, l’assessore Barbara Lori annunciò in Assemblea legislativa la realizzazione di un’analisi tecnica finanziata dalla Regione finalizzata a “valutare la possibilità di un proseguimento dell’attività estrattiva del gesso, oltre a quanto oggi pianificato, compatibile con l’elevato valore naturalistico e paesaggistico dell’area”. All’interno dell’analisi tecnica e nella fase successiva venne assicurata la partecipazione delle associazioni e della cittadinanza. L’assessore ribadì infine l’intenzione della Regione di continuare a supportare la candidatura dei fenomeni carsici regionali a Patrimonio Mondiale dell’UNESCO – afferma Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde -. Oggi rispondendo alla mia interrogazione, l’Assessore Irene Priolo ha confermato che la Regione sta lavorando per supportare la candidatura a Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e che a fine luglio si avrà il risultato dell’analisi tecnica e si saprà se verrà approvato o meno l’ampliamento dell’area di estrazione. Per Europa Verde è importante che nessuna attività estrattiva sia autorizzata, come sostengono anche le associazioni ambientaliste e la Federazione Speleologica dell’Emilia-Romagna, per salvaguardare questo territorio di straordinario pregio naturalistico e non comprometterne la candidatura a Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Continueremo quindi a monitorare l’evoluzione della situazione a fianco delle associazioni e della Federazione Speleologica dell’Emilia-Romagna”.

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