Paralimpiadi, Achenza: uno splendido bronzo targato Cattolica

La Romagna paralimpica si tinge di bronzo. Giovanni Achenza, triatleta sardo dal 2019 residente a Cattolica, è salito ancora una volta sul gradino più basso del podio, come a Rio de Janeiro. Ma il valore è decisamente più alto vista l’età, 50 anni, e la concorrenza spietata. A vincere, nella categoria ptwc, è stato l’olandese Plat, come in Brasile, davanti all’austriaco Brungraber e all’azzurro, che ha saputo confermarsi con grande forza di volontà e determinazione.


Orgoglio di famiglia


A raccontare la bella storia di questa medaglia è la figlia Franca dalla Sardegna. «Una grande soddisfazione, anche perchè papà non se l’aspettava più. Sia per la sua età, sia per la crescita esponenziale degli avversari, tutti molto più giovani».
Achenza da due anni si è stabilito a Cattolica: come mai? «Ci abita mia sorella Caterina che lavora a Riccione. E siccome qui in Sardegna per mio padre allenarsi era molto difficoltoso (50 chilometri solo per andare in piscina), si è trasferito da lei con mia madre Costanza. Lì può caricarsi tutto sulla carrozzina, la piscina è a 500 metri e le strade sono molto più adatte».
Una carriera cominciata con l’handbike proprio sotto la spinta delle figlie. «Sì, abbiamo cominciato a fare passeggiate insieme, soprattutto per farlo uscire di casa. Da lì, piano piano è arrivato a Londra 2012, dove però non riuscì a qualificarsi e la delusione fu davvero grande. Tanto che stava per mollare con lo sport: invece incontrò un gruppo di disabili che si stava inserendo nel triathlon, e allora si unì pensando se va, va…». È andata.


Tiro con l’arco


Debutto vincente per la cattolichina Eleonora Sarti che ha conquistato gli ottavi battendo la sudcoreana Choi Na Mi 140-121. Percorso netto per la romagnola, che ha vinto i cinque round, mettendo a segno tre 28 consecutivi (28-25, 28-23. 28-23), un 27 (27-24) e un 29 (29-26). Ora la sfida con la brasiliana Jane Karla Gogel.


Sitting volley


Seconda uscita e prima sconfitta per l’Italia della cesenate Roberta Pedrelli, che si è dovuta inchinare al Canada (1-3). Una sconfitta pesante che non pregiudica la corsa alle semifinali, anche se adesso le azzurre saranno obbligate a battere un brutto cliente come il Brasile.

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