Paradosso turismo, lavoratori formati in Emilia-Romagna ma assunti altrove

BOLOGNA. Formati e istruiti in Emilia-Romagna, ma chiamati a lavorare “con soluzioni più stabili” nelle destinazioni turistiche delle altre regioni. E’ il cammino, a quanto pare, di molti ragazzi lavoratori stagionali qualificati nel settore del turismo, che escono dalle scuole emiliano-romagnole ma non trovano un (adeguato) lavoro in Riviera, in Appennino o nelle città d’arte della regione. Un problema da risolvere, ammette l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, rispondendo oggi in Assemblea legislativa all’interrogazione del leghista Massimiliano Pompignoli. “L’ultima stagione balneare ha fatto esplodere il problema del lavoro stagionale qualificato- conferma l’assessore- il reddito di cittadinanza è uno degli aspetti, ma non l’unico”. Corsini rileva infatti che “la formazione in Emilia-Romagna c’è, ma purtroppo molti ragazzi che vengono formati qui trovano soluzioni lavorative più stabili in altre destinazioni turistiche”. Anche per questo, afferma l’assessore, “abbiamo in programma un tavolo di lavoro a ottobre, al quale saranno invitati sindacati e realtà del settore. L’attenzione della Giunta sul mondo dell’impresa turistica rimane molto alta”, assicura Corsini. Lo stesso Pompignoli sollecita la Giunta a “trovare un raccordo tra il mondo della scuola e quello del lavoro. Quello che manca sono i rapporti tra impresa e scuola. I dati indicano che le imprese hanno registrato una diminuzione del reddito del 30-40% per questo problema. Invitiamo gli assessorati al Turismo e alla Scuola a utilizzare il Patto per il lavoro e il clima, senza sbandierarlo, ma con cognizione di causa”. 

Secondo la Lega, del resto, “la fragilità del settore turistico causata dalla pandemia e l’effetto ‘salvagente’ innescato dal reddito di cittadinanza hanno indotto molti lavoratori a scegliere ambiti di impiego più sicuri, anche se meno remunerativi, o a sfruttare i sussidi”. Questo avrebbe costretto “moltissimi albergatori e ristoratori, già gravemente provati dalla crisi dovuta alla pandemia, a chiudere le proprie attività per la mancanza di personale qualificato. Il problema è reale e non più procrastinabile”. Per Pompignoli, “l’errore di partenza commesso da questa Giunta è stato sottovalutarne la portata e le conseguenze. La Regione si è fatta trovare impreparati anche dal punto di vista delle risorse e dei percorsi di formazione necessari per interconnettere la domanda di impiego con l’offerta. Il risultato è stato il collasso del sistema occupazionale e la messa in crisi di un intero settore”. Il leghista si augura che ora la Regione “sappia monitorare le cause del fenomeno, riconoscerne le carenze e investire sul futuro e la sostenibilità delle nostre imprese ricettive”.

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