FAENZA. Una decisione epocale, quella presa dal Comitato Palio lunedì sera dopo l’ultima di una serie di riunioni su un argomento assai discusso: il vincolo a vita dei cavalieri del Niballo a un rione. Vincolo che cade grazie alle nuove norme introdotte nei regolamenti generale e organizzativo.
Norme che per quanto riguarda la parte generale dovranno essere votate dal consiglio comunale «nel prossimo mese di marzo» ha riferito il sindaco Giovanni Malpezzi, nonché Magistrato del Palio, che ha fatto da negoziatore a un accordo «difficile da raggiungere, con posizioni iniziali moto distanti e differenziate».

Un rione contrario

Tant’è che la scelta è stata messa ai voti e non è passata all’unanimità, bensì con sei voti favorevoli su sette (cinque rioni, gruppo municipale e magistrato). Contrario il rione Rosso che già si sapeva strenuo difensore di un vincolo ormai rimasto solo a Faenza, ma indice di identità, fedeltà e forte legame al colore di appartenenza. Sono tutti valori molto sentiti dai rionali.
«Occorreva però considerare – ha spiegato Benedetta Diamanti a capo dell’ufficio Palio – l’autodeterminazione della persona e la libertà di cambiare idea garantiti dalla costituzione, e che un’istituzione come il Comune deve fare rispettare, tant’è che il provvedimento sarà votato dal consiglio comunale».

La nuova norma

Il vincolo cesserà di esistere dall’1 gennaio 2023, pertanto nelle prossime tre edizioni non ci saranno novità. Dall’entrata in vigore, i cavalieri che abbiano già disputato il Niballo, la Bigorda, o qualsiasi altra giostra non potranno gareggiare per un altro rione sotto nessuna forma (nemmeno vestire il costume o fare la comparsa) per la durata di cinque anni a decorrere dall’ultima corsa disputata.
Resta fermo che i cinque anni, potrebbero già essere trascorsi nel 2023, quindi proprio fra tre anni qualcuno avrebbe già i requisiti per approdare a altri rioni. E’ il caso di Marco Diafaldi (dal Verde), Gioele Bartolucci (dal Rosso), Willer Giacomoni (dal Rosso), Daniele Beoni (dal Giallo) e altri ancora in attività provenienti da Palio o Bigorda.

Il risarcimento

Oltretutto ci sarà la possibilità di accorciare i 5 anni fino ad 1 anno minimo di distacco, qualora vi sia il nulla osta del rione di provenienza, in cui si è corso per l’ultima volta. Il rione di provenienza avrà però diritto al risarcimento degli investimenti formativi effettuati, quantificato secondo le cifre minime e massime dei provvedimenti disciplinari, ovvero da 400 a 1000 euro, per ogni gara disputata dal cavaliere nel rione di provenienza.
Il Comitato Palio ha dato mandato al Comune di aggiornare i regolamenti organizzativo e generale, rispettivamente agli articoli 71 bis e 32 e in tutti gli altri in cui vi sia un richiamo alla nuova norma.

Cambiano anche gli spareggi

Il Comitato ha messo mano anche al regolamento sugli spareggi nel tentativo di rendere più veloce il responso, evitando le lunghe dinamiche viste anche di recente.
In pratica i rioni eventualmente ex aequo al termine delle venti tornate programmate, si affronteranno in battuta unica (non più una volta sulla pista di desta e un’altra sulla pista di sinistra), seguendo il criterio già adottato nelle prove ufficiali.
«Mi sarebbe piaciuto – ha commentato il sindaco – che la votazione fosse stata all’unanimità. Alla fine si è raggiunto un punto di condivisione democratica. In discussione sono stati soprattutto i tempi di distacco e di entrata in vigore». F.D.

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