Le palestre di Forlì: “E’ peggio di prima, la gente ha paura”

Da sempre settembre è il mese giusto per ricominciare o iniziare ad andare in palestra dopo i vizi delle vacanze estive. Ma la pandemia ha cambiato tante dinamiche anche per i centri sportivi visto che ora per allenarsi è necessario essere in possesso del green pass, proprio come per cenare al ristorante o consumare al bar. Proprio queste nuove regole, in alcuni casi, rappresentano una difficoltà aggiuntiva. «La situazione è difficile e di aiuti al settore non se ne parla – dice Maurizio Tassani della palestra Energy –. Il green pass non ci agevola, forse andiamo peggio rispetto allo scorso anno. Il nostro problema è che lavoriamo molto con gli abbonamenti e la paura nelle persone c’è. Tutto ciò non ci semplifica le cose, l’incertezza del futuro fa sì che gli utenti non si fidelizzano per un lungo periodo, parliamo di abbonamenti mensili o addirittura di soli 15 giorni. Molto spesso ciò che riguarda il benessere e l’attività fisica viene messo da parte, bisogna cominciare a pensare positivo e prendersi cura di se stessi a tutto tondo». Si è ricominciato a lavorare con le nuove normative ma non senza criticità. «C’è una parte di sport al chiuso che sta soffrendo – prosegue Tassani –. Mi riferisco a tutte quelle discipline che si rivolgono ai più giovani, i ragazzi oggi sono abituati a non fare più nulla e guardare Netflix. E sarebbero proprio loro ad avere più bisogno. D’altra parte mancano incentivi per le famiglie che vogliono iscrivere i propri figli, consentire ai genitori di avere agevolazioni o sostenere costi calmierati permetterebbe ai centro sportivi di essere frequentati dai ragazzi».

Certo non è semplice destreggiarsi tra qr code e verifiche, nonostante ciò la piscina di via Turati è ripartito. «È sicuramente complicato riuscire a controllare il green pass quando a eseguire le verifiche sono i dipendenti che si sobbarcano di lavoro in più – racconta il direttore della piscina comunale, Mattia Rossi –. Tutto ciò implica difficoltà e rallentamenti, per questo cerchiamo di dare indicazioni velocemente e promuoviamo gli abbonamenti online o tramite app». I corsi di nuoto comunque sono ripartiti e gli utenti non mancano. «Non siamo ai livelli del 2019 ma era fondamentale ricominciare facendolo in tranquillità e in sicurezza – conclude Rossi -. La gente è più comprensiva rispetto a quanto ci aspettassimo, c’è collaborazione. Ora le attività sono riprese e abbiamo creato anche dei portafogli di credito così che chi aveva sottoscritto un abbonamento può recuperare ciò di cui non ha usufruito».

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