“Paese mio che stai sulla collina”: Borghi specchio del rischio spopolamento

La popolazione residente sul territorio comunale di Borghi ristagna da tempo e l’anno scorso è addirittura diminuita. Colpa, ma al tempo stesso anche effetto, dell’assenza di servizi essenziali, sia pubblici sia privati. Questa località di meno di tremila abitanti sulle colline del Rubicone è un esempio emblematico delle difficoltà con cui devono fare i conti certe comunità: il rischio di progressivo spopolamento non esiste solo in remote aree montane.

Nell’ultimo decennio c’è stata una crescita di sole 70 persone sul territorio, pari a uno striminzito +2,47%. Un equilibrio estremamente precario, sull’orlo della flessione. E nel 2021 c’è stato un calo di tre residenti.

L’apparente paradosso è che località di pianura come Lo Stradone, vicino a zone produttive e munite di servizi come Santarcangelo e Savignano, sono diventate più popolate del borgo storico, più “fuori mano”.

La fiacca demografica

Il movimento demografico degli ultimi dieci anni registra che erano 2.830 i residenti a fine 2011, oggi sono sostanzialmente stabili. E l’anno scorso la cicogna si è data poco da fare: ci sono state appena 15 nascite, mentre i decessi sono stati 24, senza che il Covid abbia inciso, visto che ha fatto un’unica vittima. Questo sbilanciamento è stato attenuato dal saldo migratorio, positivo di 6 unità: a fronte di 133 cittadini che si sono trasferiti fuori comune, ne sono arrivati 139. I nuclei familiari sono ora 1.239. C’è anche una centenaria. Una curiosità è l’assoluta parità di genere: i maschi sono 1.450, esattamente come le femmine.

Tra le carenze con cui deve fare i conti chi vive a Borghi spiccano quelle relative ai servizi scolastici e agli esercizi commerciali, che sono in sofferenza come sta accedendo in tutta la fascia collinare.

A corto di servizi scolastici

«La tenuta della popolazione è tutto sommato un fatto positivo, visto che qui ci sono meno servizi rispetto ai territori di pianura – commenta il sindaco Silverio Zabberoni – Per esempio, a Borghi non abbiamo alcun asilo nido e forse siamo l’unico comune del comprensorio a non disporre di una palestra comunale. Dobbiamo provvedere a portare i ragazzi della scuola media a Sogliano, un onere non da poco per le casse municipali, oltre che un disagio per gli studenti. Si tratta di problemi annosi, ereditati dalle precedenti amministrazioni. Ora speriamo nel Pnnr per trovare fondi che ci permettano di migliorare gli edifici scolastici».

Frazione batte il capoluogo

Proprio le città lungo l’asse della via Emilia fanno da calamita demografica: «La popolazione della frazione di Lo Stradone – fa notare il sindaco – è pari a circa 1.300 residenti e da tempo ha superato quella di Borghi capoluogo, che sconta anche la scarsità di negozi».

Deserto commerciale

A questo proposito, Zabberoni sottolinea che «manca un negozio di generi alimentari» e aggiunge: «Ci rendiamo conto che per un punto vendita è difficile resistere con un numero limitato di abitanti, e quindi di potenziali clienti, ma ci piacerebbe poter favorire l’arrivo di un’attività che potesse tenere vari generi merceologici, come avveniva un tempo con i negozi che avevano un po’ di tutto, che potevano tenere qualsiasi genere merceologico».

Fondi comunali magri

Il guaio è che le risorse pubbliche per potere rendere più appetibile il territorio attraverso investimenti pubblici sono molto limitate: «Le entrate del Comune di Borghi – spiega il primo cittadino – arrivano soprattutto dalle cave estrattive, che non hanno rallentato l’attività, anche grazie alla maggiore richiesta di materie prime. Ma gli introiti da altre attività sono davvero poca cosa. Abbiamo varie aziende agricole e allevamenti, ma per loro la tassazione è molto agevolata».

Stranieri sotto media

Un quadro simile finisce per non attirare neppure gli stranieri. A fine 2021 erano 240, una ventina in meno di tre anni prima. Rappresentano l’8,2% della popolazione residente. Sono di 36 nazionalità: i più numerosi sono i marocchini, i rumeni, i bulgari, gli albanesi e gli ucraini. «Gli stranieri sono percentualmente molto sotto la media dei comuni di pianura e sono ben integrati – conclude Zabberoni – Per fortuna, i prezzi per le case sono più accessibili da noi. Però mi capita talvolta di ricevere visite di giovani coppie che cercano case a buon prezzo: non è però una richiesta a cui il Comune possa rispondere».

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