Pacca nel sedere alla passante: 19enne nei guai a Massa Lombarda

Una pacca nel sedere “in corsa”. Dalla bici, aveva centrato il bersaglio per poi proseguire senza curarsi delle urla della ragazza che a causa di quella manata sul fondoschiena era pure caduta a terra. Goliardia o meno, le ragioni di quel palpeggiamento hanno poca importanza.

Ecco perché nei confronti di un 19enne è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, con l’accusa di violenza sessuale.

La manata

I fatti risalgono al dicembre dell’anno scorso. La vittima, una ragazza all’epoca 22enne stava camminando in piazza Matteotti quando alle sue spalle è sopraggiunto un individuo che, passandole accanto, l’ha colpita con una mano nel sedere, per poi tirare dritto. Colta di sorpresa, la giovane aveva reagito allo spavento indirizzando allo sconosciuto una raffica di urla, per poi chiamare i carabinieri e suo padre. Lo aveva seguito con lo sguardo, vedendolo raggiungere via Saffi e lasciare la bici con uno zaino. Solo a quel punto lo aveva perso di vista. Erano stati gli uomini dell’Arma – visionando le telecamere della città – a delineare meglio il modello di velocipede, poi riconosciuto qualche giorno dopo proprio da un militare che casualmente si trovava in centro.

In sella c’era un giovane dalle fattezze simili a quelle mostrate nei filmati della videosorveglianza urbana. Lo aveva così seguito fino a casa, per poi convocarlo per l’identificazione.

Video cancellato

A domanda diretta il ragazzo – difeso dall’avvocato Giudo Pirazzoli – avrebbe ammesso ogni addebito. Peccato però che proprio il file video che aveva portato a lui pare sia stato cancellato. Per questo, non essendo più disponibile la registrazione, il pubblico ministero Angela Scorza ha richiesto un incidente probatorio per consentire alla vittima di indicare l’autore della pacca; esame nel corso del quale la ragazza, dopo un’iniziale titubanza, pur avendo spiegato di non avere visto in viso il molestatore, avrebbe risposto senza mostrare alcun dubbio.

Così nei giorni scorsi è arrivato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, l’atto che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, che in questo caso contesta al ragazzo la violenza sessuale nell’ipotesi lieve.

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