Giancarlo De Carlo, grande urbanista nato 101 anni fa (Genova, 1919 – Milano,2005), fu protagonista fra il 1965 e il 1975 di un “Piano del nuovo centro di Rimini”, prima commissionato e poi rigettato. Era stato chiamato dall’allora sindaco Walter Ceccaroni per donare qualità a una città reduce da un decennio difficile. Visionario e anticipatore, già allora usava dire: «Condivisione e partecipazione sono una condizione non contrattabile».

Urbino e la partecipazione

Tra le opere del grande De Carlo, a due passi da Rimini si possono vedere i collegi universitari e diverse facoltà di Urbino, città di cui l’architetto firmò anche il Piano regolatore. A queste opere, che gli diedero fama internazionale, è dedicato anche il libro Sono geloso di questa città di Lorenzo Mingardi (Quodlibet Studio, pp. 163, euro 19). Gli interventi di De Carlo fecero di Urbino uno dei più significativi esempi di città-campus mai progettati in Italia nel XX secolo: come voluto dall’allora sindaco Egidio Mascioli e dal rettore Carlo Bo, lo sviluppo dell’università coincise con la crescita della città, e di questo De Carlo fu principale interprete e protagonista.

La mostra

Ora otto fotografi di fama internazionale, docenti Isia, sono chiamati nella mostra Spiriti – allestita da domani a Palazzo Ducale – a raccontare il lavoro di Giancarlo De Carlo a Urbino, raccogliendo l’invito dell’architetto a valutarne l’ultima fase, il risultato finale: in L’architettura della partecipazione l’urbanista denunciava come spesso la rappresentazione dell’architettura non includa le persone che la abitano, mentre, per lui, un luogo è uno spazio «esperito, consumato, perennemente trasformato dalla presenza umana».

Una raccolta di immagini, quindi, che narra il lavoro urbinate di De Carlo nell’attualità. Paola Binante, Luca Capuano, Mario Cresci, Paola De Pietri, Jason Fulford, Stefano Graziani, Armin Linke, Giovanna Silva esplorano e raccontano, attraverso la fotografia, la natura di questa lezione.

Ai loro molteplici sguardi si affianca il lavoro performativo portato avanti dal grafico Patrick Lacey e dall’artista Ben Cain con gli studenti Isia. Una selezione di pubblicazioni sottolinea il contributo teorico del progetto-pensiero decarliano.

In dialogo col Palazzo

Per l’architetto Gianni Filindeu, che ha realizzato l’allestimento, e per i grafici Leonardo Sonnoli (riminese) e Irene Bacchi, anch’essi docenti Isia, lavorare a questa mostra ha costituito l’opportunità di partecipare al dialogo illustre tra De Carlo e gli architetti del Palazzo Ducale: Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini.

Proprio De Carlo, nell’introduzione al volume Il Palazzo di Federico da Montefeltro del 1985, parla del Laurana e di Giorgio Martini come degli “spiriti” del Palazzo. Lui, che fu capace di animare a Urbino un discorso sul progetto di città che coinvolse numerosi attori – dalle istituzioni alle scuole, alla cittadinanza – superando i confini disciplinari per farsi progetto culturale e sociale.

E oggi non si può fare a meno di immaginarlo come una presenza per la città, sempre presente e viva attraverso il suo progetto.

“Spiriti. Otto fotografi raccontano Giancarlo De Carlo a Urbino”
31 ottobre 2020 – 28 febbraio 2021 Palazzo Ducale di Urbino
www.gallerianazionalemarche.it

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