Ore di angoscia per le ucraine riminesi: “Pronte a reagire”

Le voci sulla crisi ucraina si rincorrono da giorni. Si parla di guerra imminente, di invasione russa, ma anche di un falso allarme, di un falso proclama alla Putin, di quelli che «negli anni – dice Olga, ucraina da tempo “trapiantata” a Rimini – ce ne sono stati tanti». Però la paura della guerra esiste, è concreta, è un sottile filo d’acciaio che accomuna tutte le testimonianze delle persone che raccontano dei propri cari rimasti in Ucraina. Alina ha 50 anni, vive a Bellaria, e a Leopoli ha lasciato i fratelli, la mamma anziana, una delle due figlie con il marito e i bambini, e in un’altra città, più piccola, in campagna, l’altra figlia insieme alla sua famiglia. «Sono lontane dal confine – racconta – ma vorrei che venissero qui in Italia, ho paura per loro, e anche loro ne hanno. Solo che non se la sentono di scappare e abbandonare tutto: hanno la casa, i loro lavori, tutta la loro vita». L’unica consolazione, per Alina, è che essendo dalla parte opposta alla Russia, «se ci fosse l’invasione, farebbero in tempo a scappare prima che le bombe arrivino da loro». Pensate già alle bombe? Con un sospiro, Alina dice di sì. «La guerra è così, i russi sono crudeli. Loro bombardano. Ma anche noi siamo pronti a reagire. Ho delle amiche che vivono vicine al confine e piangono disperate. Però sono pronte a combattere: hanno già fatto i corsi di addestramento, e hanno già detto che se i mariti vanno in guerra loro andranno a fare le infermiere. Tanti ucraini vogliono combattere per la loro patria».

Tuttavia, i messaggi dei media in Ucraina sono discordanti. «In tv non parlano di guerra, dicono cose tranquillizzanti, il nostro presidente dice che l’invasione non ci sarà, che non succederà niente. Sinceramente – puntualizza – credo che in Ucraina girino poche informazioni. Ne sappiamo più noi di loro». La paura viaggia quindi di bocca in bocca, sul filo di una tensione che rimane trasparente ma si fa sempre più palpabile. Un’altra Alina, che vive a Rimini, ma che in questo momento è tornata in Ucraina a far visita alla famiglia, parla infatti quasi di «esagerazione», che dall’Ucraina non è arrivato nessun allarme concreto.

«Putin è fuori di testa». Olga, che di anni ne ha 61 e che oggi vive a Poggio Torriana con il marito e il figlio, racconta invece di aver lasciato a Leopoli la mamma ultraottantenne e i fratelli, e di essere in pena per quello che potrà succedere alla sua famiglia e al suo Paese. «I russi non hanno perdonato che abbiamo ottenuto l’indipendenza e vogliono farcela pagare. Io vorrei che i nostri parenti ci raggiungessero, ma loro, che vivono in campagna, dicono di essere abbastanza tranquilli. Certo – aggiunge – uno di loro è un poliziotto e ha insegnato a tutti a usare le armi. Abbiamo paura, ma non vogliamo credere che inizi la guerra per davvero».

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