Ordine avvvocati, sfida tra Brancaleoni, Borghesi e Frisoni

Tutti o quasi vogliono tentare la scalata al Consiglio dell’Ordine. Sicuramente in molti ci stanno provando. Questa tornata elettorale è una vera e propria corsa alla ricerca della preferenza che sta generando un gran fermento tra gli avvocati di Rimini, tanto che ieri mattina in Tribunale si sono rivisti professionisti oramai lontani da diversi anni dalle aule di Giustizia. I legali riminesi – come è noto – sono chiamati in questi giorni alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine che conta 1160 iscritti e 200 praticanti. Ed è quasi una “marea di toghe” quella che si sta muovendo in questi giorni. Perché se nell’ultima tornata elettorale i candidati erano poco meno di 20, questa volta sono tantissimi ben 43, età media 50 anni.

L’affluenza destinata a crescere

Tante anche le liste: addirittura tre. C’è quella del presidente uscente e ricandidato, l’avvocato penalista Roberto Brancaleoni, la lista di Giorgio Borghesi, avvocato civilista e la lista di Gianni Frisoni, avvocato anch’egli civilista,. Ogni lista ha 10 candidati. Ogni votante può assegnare 10 preferenze tenendo presente le percentuali 40 e 60, ossia se su dieci candidati si votano 4 uomini, le altre 6 devono essere donne e vice versa. Si è votato ieri fino alle 16, si vota oggi dalle 9.30 alle 16 e domani fino alle 15, dopodiché inizierà lo spoglio. A ieri avevano già fatto la propria scelta 250 avvocati, tra i quali tanti giovanissimi della professione, ad esempio l’ultimo a lasciare la cabina del voto è stato un praticante diventato avvocato nel 2021. L’affluenza è un dato destinato a crescere per via del forte interesse per rinnovare l’ordine 2023 che resterà in carica 4 anni.

La sfida della Cartabia

Ma perché tanto interesse? Forse che si è patito in due anni di pandemia e processi telematici, o forse la Riforma Cartabia e quella in arrivo targata Nordio riporta in auge la centralità della professione come impegno sociale e perché no politico? Che qualcosa stia cambiato nell’approccio all’avvocatura non deve stupire così come deve far riflettere il dinamismo del Foro di Rimini a confronto di quello felsineo. A Bologna, dove si sono già concluse le elezioni, i candidati erano in 21 e su 5 mila iscritti hanno votato elettronicamente la metà (2500 voti). «Quelli della pandemia sono stati anni duri – dice il presidente dell’ordine, l’avvocato Brancaleoni -, ma sicuramente essere di aiuto e dare vicinanza ai colleghi tra mille difficoltà è stato un lavoro soddisfacente». «Nel futuro? Le sfide ci sono – dice – il primo intendimento è proprio quello di approfondire la riforma Cartabia, di come ha cambiato il processo e di come molte scelte di difesa avvengano proprio nelle fasi precedenti».

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