Operatori sanitari non vaccinati: stipendi sospesi in vista per 100

L’Ausl Romagna è alle prese con due grandi sfide legate alle vaccinazioni, che ritiene fondamentali per vincere definitivamente la guerra contro la pandemia. La prima è la necessità di abbattere il numero troppo alto di persone non ancora vaccinate nella fascia d’età dai 60 anni fino alla soglia degli 80, sopra cui c’è già un ottimo livello di copertura. Il secondo nodo è l’immunizzazione del personale sanitario, che si vuole sia totale o quasi. Mattia Altini, direttore sanitario dell’Ausl Romagna, fa il punto su entrambi i fronti.Sul problema degli operatori sanitari non immunizzati è tranchant: «Vaccinarsi è un dovere morale quando si consacra la vita alla salute di altri: se metti a rischio quelli che dovresti tutelare, vesti male la casacca che indossi». Per questo l’Ausl Romagna è ferma nella sua volontà di fare scattare la sospensione dello stipendio a chi si ostina senza un valido motivo a non volersi immunizzare. Al momento, sono circa 100 i professionisti che rischiano, perché hanno ricevuto l’ultimatum: dopo un primo avviso, hanno ricevuto una seconda raccomandata, dopodiché hanno 5 giorni di tempo per presentarsi direttamente agli hub vaccinali provinciali, senza bisogno di prenotazione ma esibendo lettera ricevuta dall’Ausl Romagna Quest’ultima ha inviato 3.700 raccomandate in tutto, pescando dall’elenco fornito dalla Regione i nominativi di propri dipendenti, iscritti a ordini delle professioni sanitarie e altri operatori come assistenti alla poltrona e oss che non risultano immunizzati. Circa il 30%, ancor prima di ricevere la lettera, aveva provveduto già a vaccinarsi o a prenotarsi. Tanti degli altri hanno mandato motivazioni, da verificare,come il fatto di essere incinta, di aver contratto già il Covid (che fa slittare in avanti l’appuntamento) o di essere in pensione. Per quel che riguarda gli over 60, Altini si dice pronto a «usare tutti gli strumenti a disposizione per rendere il più possibile appetibile un gesto che è il solo che può garantire una vera sicurezza contro il Covid. Speriamo che il 9 luglio abbia successo l’open day che abbiamo pensato proprio per gli ultrasessantenni, proponendo dalle ore 19.30, di quella giornata la somministrazione del Johnson & Johnson, che ha il vantaggio di essere monodose e quindi potrebbe incoraggiare qualche persona che esita di fronte alla prospettiva di doversi poi presentare una seconda volta il richiamo». Al di là di questa iniziativa (che si terrà nelle fiere di Ravenna, Forlì e Cesena e nella sede vaccinale riminese in Strada Consolare Rimini-San Marino 76, con prenotazioni presso gli sportelli Cup, il Farmacup o telefonando al numero 800002255),L’invitoèa tenere conto delle conseguenze anche pratiche della scelta di non vaccinarsi, oltre al pericolo per la salute: «Si deve capire che da qui in avanti nessun Paese civile accetterà all’interno dei propri confini persone senza green card. E anche l’accesso ai mezzi di trasporto pubblico potrà diventare un grosso problema per chi non sarà vaccinato».

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