CESENA. Il decesso ha come cause certe una scorrettezza procedurale da parte di uno dei medici che lo ebbe come paziente nelle ultime settimane di vita e della struttura dove fu sottoposto ad operazioni chirurgiche. Ma non è possibile identificare con certezza a quale dei tre professionisti indagati sia addossabile la responsabilità. In sintesi è questa la motivazione per cui il gip Corrado Schiaretti ha archiviato la posizione di tre medici, indagati dal sostituto procuratore Angela Scorza per la morte di un 75enne di Cesena avvenuta nel 2016 a causa di batteri killer. Il dispositivo ora apre una strada diversa sul fronte giudiziario: gli avvocati di parte civile Ilaria Abbondanza e Alessandro Sintucci stanno valutando di depositare una richiesta risarcitoria analoga alla precedente avanzata nei confronti dei medici (1 milione di euro da dividere tra le due figlie dell’uomo), rivolta questa volta direttamente alla struttura additata dal giudice per le indagini preliminari: il Villa Maria Cecilia Hospital di Cotignola.

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