Per la Procura della Repubblica di Ravenna le prove sull’omicidio della 31enne Elisa Bravi sarebbero schiaccianti. Abbastanza da decidere di richiedere un giudizio immediato con l’accusa di omicidio volontario aggravato a carico di Riccardo Pondi. Il provvedimento firmato dal pubblico ministero Lucrezia Ciriello, titolare del fascicolo d’indagine, è stato recapitato agli avvocati Ermanno Cicognani e Francesco Manetti – difensori del 39enne presunto omicida – nei giorni scorsi e ora si attende solo la fissazione dell’udienza che, presumibilmente, potrebbe essere verso la fine dell’anno, per un processo nel quale ora l’uomo rischia l’ergastolo.
Secondo l’accusa Pondi uccise la moglie nella notte tra il 18 e il 19 dicembre dello scorso anno, al culmine di una violenta discussione domestica avvenuta tra le mura della villetta che i due avevano comprato in via Aguta a Glorie di Bagnacavallo, dove vivevano insieme ai due figli di 3 e 6 anni. Quella notte fu lo stesso 39enne a chiamare i soccorsi, non appena si accorse che la moglie non respirava più. Quando le forze dell’ordine, i genitori e i suoceri arrivarono sul posto trovarono davanti ai loro occhi un quadro agghiacciante, con Elisa riversa sul letto senza vita e il marito che tentava invano di rianimarla.

Le indagini portarono poi ad appurare come la 31enne di Bagnacavallo fosse morta per soffocamento, causato secondo l’accusa dal marito che l’avrebbe uccisa strangolandola.

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