Omicidio di Ilenia a Faenza, oggi al via il processo all’ex marito

Esattamente otto mesi fa, il 6 febbraio scorso, Ilenia Fabbri veniva assassinata a 46 anni con una coltellata alla gola nella tavernetta di casa. Il processo per la sua morte si aprirà stamattina davanti alla Corte d’assise, nei confronti dell’ex marito Claudio Nanni, meccanico faentino di 55 anni, ritenuto il mandante dell’omicidio commesso dal 53enne reggiano Pierluigi Barbieri, a sua volta coimputato. Il killer – noto come “Furia” o “Zingaro” per la sua fama da picchiatore – ha già confessato, accusando l’ex coniuge della vittima di averlo assoldato promettendogli il pagamento di 20mila euro e un’auto usata. Un racconto con il quale si scontra la versione di Nanni che dopo essersi professato innocente per quasi un mese, all’indomani dell’arresto avvenuto il 3 marzo, ha corretto il tiro ammettendo di avere incaricato il sicario ma “solo” per spaventare l’ex moglie, affinché ritirasse la causa di lavoro da 500mila euro che aveva avviato contro di lui.

Il movente

E’ proprio il contenzioso economico tra i coniugi a fortificare l’impianto accusatorio con un chiaro movente: i soldi. Ilenia sarebbe dovuta morire prima dell’udienza che era già stata fissata per il 26 febbraio. Lo ha confessato il killer, e ne hanno trovato riscontro gli investigatori della Squadra Mobile e dello Sco di Roma, coordinati dal procuratore capo Daniele Barberini e dal sostituto procuratore Angela Scorza. La 46enne sarebbe scampata, senza accorgersene, a due precedenti agguati, pianificati da mandante e sicario già a partire dall’autunno precedente. Temeva per la propria incolumità, non ne aveva fatto mistero con le amiche, alle quali aveva detto di voler fare testamento.

Non ha fatto in tempo. Perché la mattina del 6 febbraio l’ennesimo tentativo di farla fuori è andato in porto: poco prima delle 6, Nanni è passato a prendere la figlia 21enne Arianna, portandola via di casa con la scusa di ritirare un’auto a Lecco. Uscendo la ragazza ha rimosso i chiavistelli del portone della tavernetta, consentendo involontariamente a Barbieri di entrare con le chiavi fornite dal mandante. Nessuno dei due uomini aveva previsto che Ilenia non era sola. Nella camera da letto accanto alla sua c’era anche la fidanzatina di Arianna, divenuta testimone oculare del delitto.

Le parti civili

A lungo convinta dell’innocenza del padre, Arianna ha chiesto ripetutamente di poter vedere Nanni in carcere. Istanze sempre negate, perché quel contatto rischierebbe secondo l’accusa di compromettere le prove. Oggi per la prima volta potrà guardarlo negli occhi nell’aula della corte d’assise, dove saranno depositate le istanze delle parti civili. Oltre alla giovane, assistita dall’avvocato Veronica Valeriani, hanno già espresso l’intenzione di costituirsi anche il Comune di Faenza e l’associazione Sos Donna, assistite dalle avvocatesse Elena Bianconcini e Barbara Liverani. Anche i familiari di Ilenia, il padre Luciano Fabbri e la zia Donatella Graziani, oltre al fidanzato Stefano Tabanelli intendono prendere parte al processo, seguiti dall’avvocato Massimiliano Starni. I due imputati, difesi dagli avvocati Francesco Furnari e Marco Gramiacci, rischiano l’ergastolo.

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