Omicidio di Faenza, interrogatori fino alle due di notte

La gola tagliata, il corpo ormai senza vita riverso in una pozza di sangue e le tracce che riconducono a un’aggressione brutale terminata in cucina, a un passo dalla porta d’ingresso del garage, trovata socchiusa. In uno scenario ancora da chiarire, una certezza: Ilenia Fabbri è stata assassinata. Il cadavere della 46enne originaria di Faenza, separata da un paio d’anni e dipendente in una concessionaria d’auto dell’Imolese, è stato trovato all’alba di ieri mattina dagli agenti delle Volanti. La pattuglia inviata per un presunto tentativo di furto in corso al civico 4 di via Corbara, all’interno dell’appartamento situato in una tranquilla area residenziale nella prima periferia della città manfreda, si è trovata di fronte a un delitto dai tratti ancora nebulosi, al momento senza nomi iscritti nel registro degli indagati. Il procuratore capo Daniele Barberini: «Indagini a 360 gradi, nessuna pista esclusa». Gli interrogatori sono proseguiti fino alle 2 di questa notte.

Una testimone

A chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, poco dopo le 6 di ieri mattina, è stata la figlia ventenne della vittima, Arianna, segnalando la presenza di un intruso. La ragazza era uscita intorno alle 5.30 per salire in auto con il padre, Claudio, ex marito della donna, titolare di un’autofficina e residente a un centinaio di metri di distanza; sarebbero dovuti partire per Milano, per ritirare un’auto acquistata nel capoluogo lombardo. A casa era rimasta un’amica intima della ragazza, ospitata dalla notte precedente. Pare sia stata quest’ultima a contattarla al telefono mentre lei era già in viaggio, dicendole di avere sentito un gran trambusto, ma soprattutto di avere visto la sagoma di qualcuno nell’ombra. Avrebbe visto un uomo di spalle, sconosciuto, non l’attuale compagno della 46enne, Stefano, idraulico di 54 anni con il quale la donna aveva allacciato una relazione da un paio di anni. Presa dal panico, si sarebbe barricata in camera da letto, decidendo di avvisarla anziché comporre subito il 112. Avrebbe infine atteso nella stanza l’arrivo delle forze dell’ordine per poi essere portata in commissariato ed essere sentita.

Trovato un coltello

Una casa non molto grande, sviluppata su tre livelli. C’è un ingresso ricavato dalla prima porta a sinistra del condominio, alla quale si accede scendendo la rampa del garage. I rilievi iniziano qui. Ilenia viene trovata sgozzata nella stanza adibita a cucina ricavata al piano interrato, dopo avere oltrepassato uno sgabuzzino che precede l’uscita. Non è in pigiama, ma già a quell’ora indossa un paio di jeans. Una prima ispezione medico legale colloca il decesso intorno alle 6. Da queste constatazioni muovono i primi passi le indagini coordinate dal procuratore capo Daniele Barberini e dal pm di turno Angela Scorza, entrambi sul posto. Tra gli oggetti repertati dalla polizia Scientifica c’è un coltello da cucina tipo quelli da pane, maldestramente lavato nel lavello, possibile arma del delitto usata per infliggere un fendente apparentemente alle spalle della vittima, da destra verso sinistra. Recuperato anche lo smartphone della vittima, che potrebbe fornire preziose indicazioni sugli ultimi contatti e su eventuali timori. Il sopralluogo prosegue nelle altre stanze per capire se – come pare – ci sia stata colluttazione fra i vari piani. Infine lo spettro delle indagini condotte dalla squadra Mobile diretta dal vicequestore Claudio Cagnini, si estende lungo la strada chiusa, purtroppo sguarnita di telecamere. Tutto bloccato, anche il camion della nettezza urbana viene mandato via.

Sentiti amici e parenti

In commissariato gli interrogatori iniziano nella tarda mattinata e vanno avanti fino a notte. Quattro le principali persone sentite come informate sui fatti: sono la figlia della vittima, l’amica, l’ex marito e il compagno, nel frattempo rintracciato. Contattati anche altri familiari, il padre di Ilenia, arrivato sotto choc dopo avere saputo della tragedia. A chiudere il quadro delle testimonianze è anche la voce di una vicina, apparentemente l’unica ad avere udito le urla, forse quelle di Ilenia negli ultimi strazianti istanti di vita.

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